Tre immersioni – di Marta Campi

Pubblicato su poetry con i tag , il 4 Luglio, 2009 da nabanassar

Arrivano testi da Campi Marta, romana marziale.
Accogliamo il ventriloquio, la poetica dell’apnea verbale, lo sgocciolare assiderato che, nelle tre rapide mosse – delle venticinque ricevute – sotto riportate, s’insedia sul limitare dell’eco.
Voce altera e mascherata, consegnata ad una esistenza diminuita.

attrito di ossa, tendini e giunture
la scissione del guasto

**

trafitte dal vento
le marmoree statue sembrano
colmarsi d’odio.

**

scorrono, tra le dita, dorate preghiere
empie di tremori e certezze.

diritti di proprieta’ dell’autrice, www.nabanassar.com , luglio 2009

Neda, i tuoi occhi ormai assenti

Pubblicato su poetry con i tag , , , , il 21 Giugno, 2009 da nabanassar

Neda, i tuoi occhi ormai assenti
guideranno il tumulto, la bandiera
sul ciglio della strada
segnera’ la via, non piu’ impossibile.
I fratelli deporranno le armi
scandendo il tuo nome innocente,
queste piazze vedremo, vedrai, piene,
silenziose come volevi.
Il cielo sara’ tutto verde,
noi nel mondo chiederemo con voi
che sia fatta la vostra volonta’.
Quando l’ultima benda nera
sara’ sciolta dal capo del guardiano,
Neda, rivivrai, in un fiore.

Il giardino dei semplici – Gian Ruggero Manzoni e Andrea Ponso (I)

Pubblicato su poetry con i tag , , il 14 Giugno, 2009 da nabanassar

I

Cadevamo come mosche: ci prendeva, la vertigine, dalle gambe – poi, la spina dorsale: corallo, anello, polvere.
Come neve, la malattia lieve, sui dormienti continua il timpano e l’abside, dove il tempo si é spezzato – la grazia che prende il collo e si sparge, ragionando sull’immagine. Il corpo non raccoglie sperpero, il cane non lascia aloni, le farfalle si rifugiano nella testa, sfuriano nella loro bellezza e mi confondono lo sguardo: tornano quiete nel farfuglìo, portate dalle labbra alla corrente.

La voce spinta dall’enfasi porta il respiro – lo porta, fino a parole sfalsate, oltre le radure del vero – perché là porta il respiro.

dal volume IL GIARDINO DEI SEMPLICI, Ed. Gasparelli Artecontemporanea

dal volume IL GIARDINO DEI SEMPLICI, Ed. Gasparelli Artecontemporanea

Testo di Andrea Ponso, opera grafica di Gian Ruggero Manzoni; da www.nabanassar.com, inserimento del 12 Aprile 2003, che sara’ riprodotto in blog a puntate.

Lista Bonino-Pannella: appello al voto

Pubblicato su poetry con i tag , , , , il 6 Giugno, 2009 da nabanassar

“è incredibile che popolo che siete, davvero, vi amo, ce la faremo””. (Marco Pannella al Tg1 di oggi)

In 10 giorni siamo passati dall’1 al 3,3% grazie alle lotte democratiche che abbiamo condotto. Siamo a ridosso del 4%, per superarlo serve il tuo aiuto.

Marco Pannella e Marco Cappato hanno deciso di diffondere i risultati di un sondaggio come forma di disobbedienza civile, denunciando il comportamento di Berlusconi, che usa i sondaggi con arroganza per esortare al voto utile.
Un sondaggio fino a un paio di settimane fa dava la lista Bonino-Pannella all’1,1%. Lunedì scorso invece ci dava al 3%. Un altro sondaggio ancora più recente ci dà al 3,3%.

http://www.youtube.com/watch?v=BDpwkXjTNSA

La notizia è che siamo l’unica forza politica in inversione di tendenza, passata dall’ultimo posto di qualche giorno fa, al 3% e oltre. Per questo Berlusconi e Franceschini ne hanno paura e continuano a fare appello al “voto utile”.

Ti chiediamo alcuni minuti perché c’è molto che si può fare ancora, se lo facciamo assieme.

Grazie a 638 militanti, compagni, amici, simpatizzanti in 5 giorni 79181 persone diverse hanno potuto vedere le immagini della nostra storia, quel che faremo ancora se ci darai la forza. Pensa quanti potremmo raggiungere se fossimo 100, 1000 volte di più ad inviare un messaggio ai nostri contatti.

http://www.radicali.it/invita

Scrivi anche una semplice dichiarazione di voto e inviala ai tuoi contatti utilizzando questo sistema semplice e sicuro per la privacy (lo stesso usato da siti come facebook e flickr).

http://www.radicali.it/invita

Diego, Mihai, Simone
Staff Lista Bonino Pannella

P.S. oltre a usare radicali.it/invita puoi inoltrare questa email ai tuoi contatti

Bibliologia

Pubblicato su poetry con i tag , , il 3 Giugno, 2009 da arendo

Una dedica imponente, dalla grafia rotonda e adolescentemente femminile, che cerca spazio e se lo prende. E sì, ti è dato fare, affiancarti, spingere, appoggiare.

La bibliologia ringrazia tutti coloro i quali si sono prodigati e si prodigano con costanza di cuore e intelletto nella inesausta ricerca delle terre di nessuno, laddove sono stati dispersi i barboncini, quei tristi e vaporosi padroni di minime cucce.

Altresì la bibliologia è attenta nel riaffermare il principio secondo cui – dato l’istinto antropofago, di diretta emanazione sessualistica – ogni pratica scrittoria venga severamente sottoposta a tempeste stellari, inoculate tramite aghi lirici nell’uno o l’altro orecchio, onde evitare i febbrili e soffocanti assalti della pena, apparentemente irrigidita nel sottovuoto del rosso-passione.

Il libro deve essere smembrato, odorato fin nel midollo. Quindi dimenticato, come gli anni che passano.

Il poeta selvaggina (una parte) – di Gianluca D’Andrea

Pubblicato su poetry con i tag , , , il 24 Maggio, 2009 da nabanassar
il poeta selvaggina

il poeta selvaggina

In un illuminante saggio apparso su Atelier 53 del marzo 2009 si discute del rapporto tra opera artistica e ingenuità primigenia dell’autore della stessa; sono attraversati “a volo” interi secoli di letteratura e attività dell’arte (si parte dall’Odissea dei viaggi “meravigliosi” per giungere, saltando le stagioni e accennando ad autori decisivi dell’ ‘800 e ‘900, ad una riflessione sull’umana struttura e, forse, essenza – in senso universale).

Prendo spunto dalle idee del saggio per sfiorare un’altra prospettiva, diversa faccia della stessa medaglia, quella dell’artista maturo e “civile” (meglio dire “civilizzato”), uomo culturale, razionale, in un certo senso ovattato. La scelta mi sembra scaturire dal tentativo di integrare (sempre “a volo” o di sfuggita) lo splendore emanante del “poeta selvaggio” con la sua zona oscura (o illuminata?), occupata dal “poeta selvaggina”, l’uomo di mercato, colui che tenta la propria agnizione e la sente come il risultato di un riconoscimento immediato e, a tal scopo, sembra darsi o essere dato in pasto alla società degli uomini.

Nessun tentativo di approfondimento in direzione d’esaustività muoverà la mia penna: si tratterà piuttosto di bagliori e intermittenze, secondo lo stile del saggio originario.

Il saggio e’ qui: http://www.nabanassar.com/ilpoetaselvaggina1.pdf

Canto dei lettori dei Canti del Caos

Pubblicato su poetry con i tag , , il 15 Maggio, 2009 da nabanassar

C’eravamo anche noi al briefing. Eravamo nascosti sotto la scrivania a guardare la Musa e a raccogliere gli assorbenti dilatati di quell’altra fontana. Alcuni chiamavano Pompina, altri Ditalina, altri ancora Bodyna. Qualcuno sussurrava al Gatto pssst, pssst circa un manoscritto. Il softwarista non poteva vederci, era troppo occupato con l’account, poi con la donna dal viso scoppiato. Ma c’eravamo anche noi e li’ siamo rimasti dopo che tutti siete usciti e prima che arrivasse la Meringa. Quando la transazione e’ stata accettata, nel prima dopo che era’ sara’, noi stavamo discutendo con il pestatore di merde di cui avevamo letto su un giornale, visto delle foto.

Se non ci siamo mossi, se nel raccoglimento e nella convergenza verso l’annuncio noi mancavamo, se Antinisca pur ci chiamava senza risposta, e’ perche’ noi effettivamente mancavamo, eravamo infatti la sostanza mineralizzata e non ancora increata nella testa del Matto, eravamo lo schizzo increato e investito prima ancora che il Matto increasse se stesso, prima ancora che la Musa aprisse anche a noi il suo letto arlecchino. Noi trapanavamo lo studio dell’ultimo snuff movie mentre Lazlo dava al Matto il lanciafiamme. Noi reggevamo le tubature della Citta’ di Sperma mentre Dio, un Dio per ogni Popolo, un Dio per ogni miliardo dei cento cinquanta ottantavanta triliardi di biliardi di Popoli, mentre ognuno di questi Dio increava increa increera’ il suo Matto. Noi che reggiamo i tubi, noi circondiamo nel buio della luce fermata il Matto pronto all’uscita che era’ era sara’, noi a nostra volta seguivamo Aminah assieme al prete, noi gli arti rigenerati di Aminah mancata che era, noi padrifigli attoniti in questo increar per via di schizzo minerale in sottopancia tutto scopato e insanguinato, noi non lo vediamo, non ci serve, e’ una maschera di porcellana che qui non usa piu’.

E dunque noi, quando Lanza e’ tornato con il gelato, abbiamo avremo diciamo solo: gemmazione! Il pianeta che e’ stato transitato era uno e si e’ fatto due, poi quattro, poi otto, poi sedici e sessantaquattro. Ma questo pianeta transitato, investito, increato, poi cos’e'? E’ un battito di ciglio, e’ quello che abbiamo cercato per anni da quando siamo nati in Egitto, noi imperatori di giustezza, noi gia’ increati nel Matto quando ancora quello pestava le merde. La transazione e’ avvenuta.