L’interesse della disappartenenza – Angelo Rendo

Non può che dirsi quello che si dice, se ciascuno parte da dove è arrivato. Così, chi si vede sprezzantemente le viste, mimando la sua disappartenenza al genere umano, al contrario, annotandola beffardamente, sta certificando a morte la sua appartenenza. Controlla a zona un luogo di disappartenenza.

La differenza che intercorre fra le due specie – alle quali si fa cenno nella discrezione che è consona a chi lavora con costanza in un campo aperto – è specificata dal pieno presupposto che non si ha onore senza galateo. E che il peso specifico vale zero al netto delle applicazioni.

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Due uova – Angelo Rendo

Su un letto di funghi Champignon in salsa di pomidoro e aglio e prezzemolo, lasciati due vuoti, uno a levante, l’altro a ponente, colmati a filino di olio extravergine di ulivo, due uova agitate e frementi, lì deposte, si tirano una coperta leggera e occhiuta di Maasdammer. Come arriva uno sciroccoso refolo di sale e infuocate meteoriti di peperoncino della marina…

Del cliente ininterrotto – Angelo Rendo

Ha disintegrato il record del quale era egli stesso detentore. Il pieno è sceso da tre euro e rotti a euro 1,81. Domani verrà di nuovo.

Quando arriva, dà sempre due colpi di clacson. Prima di andarsene, mi chiede sempre cosa la gente pensi di lui. Io lo accolgo sempre come cantoniere o notaio o panettiere, e lui ogni volta me ne chiede il perché. Do una risposta che sempre varia. Può capitare che al sentirsi dire notaio o dottore si impettisca; come anche che si rabbui quando piomba panettiere o fontaniere. La saluto Rendo.

La leggerezza del sì – Angelo Rendo

Forse bisognerà riferirsi al peso e a cosa ad esso si oppone. Chiamare il suo opposto col nome che ha. Non sarà una parola alata, ma infraterrena, scabra e glabra. La quale ci schifiamo a dire se solo capiamo quanto capace sia di annullare ogni differenza e salire in cattedra sulla scorta della sua intrinseca natura. Il vulnus, che riceverebbe una forma di governo già data per spacciata, senza l’onore delle armi dovuto all’intreccio aurorale di ogni vita, rappresenterebbe l’estrazione definitiva della mola inferiore.

Max Gazzè non è stato a Priolo Gargallo – Angelo Rendo

Cosa è Priolo Gargallo? Un paese infetto e inerme, che i vicini Climiti proveranno a scacciare come morbo della terra. Afflizione, follia, obesità, malformazioni. E lo spazio riservato ai necrologi grande, molto grande, molti morti senza intervallo. Ex frazione di Siracusa, comune dal 1979, 12.000 abitanti. Un borgo di nemmeno tremila negli anni Quaranta. Il Petrolchimico nel 1954. Priolo è il Petrolchimico. Una delle tante are sacrificali che costella la Regola. Un punto di accesso agli Inferi, i cui miasmi raccontano la fine.

Ieri sera, per la festa dell’Angelo Custode, il patrono, là siamo andati; per Max Gazzè. Nella delibera, consultabile online, si legge che il concerto è costato 65.000 euro esclusi l’Iva al dieci per cento e i diritti SIAE per complessivi euro 75.469,88. Luminarie, botti e fuochi d’artificio inoltre. Facciamo 100.000 euro. 

Per la fine è pronto tutto e per la fine si festeggia. 

Sfilano sul palco, prima dell’inizio, sindaco e assessori, il primo ringrazia e loda l’artista, chiamandolo Max Biaggi, i secondi lo custodiscono.

Quindi l’esuberanza di Gazzè, grande maestria, intensità e grandezza a tratti. Ma è troppo poco. Un grande artista avrebbe l’obbligo di considerare il luogo prima di accettare una proposta. Ridimensionare il cachet o rifiutare. A Priolo non c’è un cinema né un teatro. 

O forse Gazzè non è che uno degli extraterrestri che però cantano la vita com’è!