Translations – audiolibro di poesia per iPhone/iPod/iPad

Audio libro di poesie: 25 testi da Paul Muldoon, John Koethe, Philip Gross, Gerard Manley Hopkins sono tradotti in italiano da Giuseppe Cornacchia, che inoltre legge le sue stesse versioni. I testi originali in lingua non sono riportati.

http://itunes.apple.com/it/app/translations/id499090484?ls=1&mt=8

Nota a margine: scaduto il biennio di vincolo, ho sciolto il contratto con Lampi di Stampa e ritirato dal mercato il mio “Tutte le Poesie (1994-2004)”, ISBN 9788848810210, recuperando i pieni diritti sul mio materiale. Ho adesso in programma la realizzazione di un volume unico, omnicomprensivo (poesie, racconti, teatro, noterelle saggistiche e critiche), in formato elettronico.

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E’ uscito “Testo a fronte”, n. 44

testo a fronte n. 44
testo a fronte n. 44

[Su “Testo a fronte”, Semestrale di teoria e pratica della traduzione letteraria, diretto da Franco Buffoni, Paolo Proietti, Gianni Puglisi, nella rubrica “Quaderno di traduzioni – Poesia”, Giuseppe Cornacchia traduce Paul Muldoon.]

“In form, then, as a rose, pure, brilliant, white”:
Le traduzioni della Comedia in Inghilterra
A cura di Vincenzo Salerno
Paradiso, XXXI: traduzione di Robin Kirkpatrick

“Questi versi una fica li ha cantati”.
La Dama del Mondo (Jahan Malek Khatun): tradurre la maggiore poetessa dell’islam medievale
A cura di Domenico Ingenito

Matteo Brera
Sir Philip Sidney’s Astrophil and Stella
A Translation Project

Maria Pia Pagani
Il teatro italiano nelle traduzioni
di Aleksej Karpoviˇc Dživelegov (1875-1952)

Stefano Boselli
Le didascalie tradotte alla prova:
George Bernard Shaw e le versioni dei Plays Pleasant e Unpleasant

Sibilla Destefani
L’ultimo poeta maledetto

Christos Bintoudis
La morte nell’opera di Kavafis
Questioni di traduzione ne I cavalli di Achille

Carlo Carena
Alfieri traduttore

Franco Buffoni
Alfieri e l’Inghilterra

Luca Manini
Omaggio a David Gascoyne

QUADERNO DI TRADUZIONI – POESIA
Archiloco o Ipponatte / Zeno Bonani; William Shakespeare / Isabella Panfido; François-René de Chateaubriand / Pierino Gallo; Paul Muldoon / Giuseppe Cornacchia; Carol Ann Duffy / Floriana Marinzulli e Bernardino Nera; Edoardo Sanguineti / Massimo Bacigalupo; I ragazzi romani / Gandolfo Cascio Giovanni Turra
QUADERNO DI TRADUZIONI – TEATRO
Miguel de Cervantes / Marco Ottaiano
QUADERNO DI TRADUZIONI – PROSA
Eduardo Halfon / Maria Pina Iannuzzi
RECENSIONI
Viviana Agostini-Ouafi / Andrea Chiurato; Alexander Pope / Edoardo Zuccato; Paolo Giovannetti, Gianfranca Lavezzi / Edoardo Zuccato; René Char – Vittorio Sereni / Franco Buffoni; Raffaele Viviani / Martina Treu Gabriele d’Annunzio / Giovanni Tuzet

e-book: Giuseppe Cornacchia traduce Paul Muldoon – la raccolta completa

Traduzioni in italiano di ventuno testi da Paul Muldoon, compiuta da Giuseppe Cornacchia negli anni 2008 e 2009.

Una consistente selezione e’ stata presentata su questo blog. Una poesia (“the eel”, l’anguilla di Montale da me riportata in italiano partendo da Muldoon) e’ apparsa su TESTO A FRONTE n.39, 2009, Marcos y Marcos. La traduzione della poesia “the stoic” e’ su TESTO A FRONTE n.44, 2011, Marcos y Marcos.

Non sono stati inseriti i testi originali in inglese per questione di diritti riservati. Un estratto di queste traduzioni e’ presente in Translations, audio libro di poesia per iOS

Pubblicate su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

Incantata XXI, XXIII – Paul Muldoon, 1994 (14)

In cantata

XXI

Ti sconvolgerebbe l’idea del tuo spirito attaccato
a questa vita come un aereo alla sua scia
nel cielo blu: perche’, diresti, non c’e’ nulla, ma nulla
oltre e sopra il cielo stesso, solo uno strato di nubi
riflesso in mille laghi: sai, si dice che Minnesota
significhi ‘Acqua colore del cielo’, che il cielo
sia un grande blocco di granito o ferro, che potrebbe
in qualche modo ricomporsi a cio’ che era, miniera.

XXIII

Il fatto che volessi suicidarti ancora giovane
perche’ cosi’ era dovuto, riempie gli occhi di lacrime:
mi rifugio con Belacqua
Lucky e Pozzo nell’Accacca-
demia di Antropopometria cercando di capire
il quaquaquaqua della tua bocca a patata, quella bocca
tanto delicata quanto piena di autodisgusto
col suo quaquaquaqua, col suo quoquoquoquoquoquoquoquo.

—-
Paul Muldoon, The Annals of Chile, 1994, trad. Giuseppe Cornacchia, 2010, diritti riservati

XXI pubblicata su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

Madoc: A Mystery, stanze [Hobbes] & [Vico] – Paul Muldoon, 1990 (13)

Madoc: Un Mistero

[Hobbes]

Coleridge non potra’ piu’ riferirsi,
da questo stipite azzurrino
sulla porta di una baracca,
ad un’idea di ‘Blu’ o di ‘Stipite’,

non potra’ da un moschetto,
una pagaia, una zucca,
da cose e cosettine,
uno scacciazanzare,

una scure, una zappa, una semplice punta,
un coltello, un bollitore,
una pinza, una tacca,
una maschera irochese, un idiofono

non potra’ dir nulla oltre i loro nomi.
Tamburi silenziosi. Botte di rum vuota.

*

[Vico]

Un piccolo scoiattolo grigio, sofferente
sbuffa
su un tapis

di vimini attaccato
ad un elaborato
sistema di leve

ruote manovelle
carrucole
ingranaggi

camme cinghie
puntoni pignoni
mandrini

punterie cuscinetti
molle
verricelli

arcolai torni vasai
cricchetti
sciocchezze

assortita ferraglia
di bielle
cricchi

su un tapis
sul quale sbuffa
un piccolo scoiattolo grigio, sofferente.

——-
Paul Muldoon, Madoc, 1990 – trad. Giuseppe Cornacchia, 2010, diritti riservati

[Vico] e’ stata pubblicata su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

The Lass of Aughrim & 7, Middagh Street: Louis, stanza VI – Paul Muldoon, 1987 (11,12)

La fanciulla di Aughrim

Su un affluente del Rio delle Amazzoni
un giovane nativo
spunta dalla foresta
e inizia a suonare un flauto.

Immaginate il mio compiacimento
spegnendo il motore fuoribordo
quando riconosco le note
de La fanciulla di Aughrim.

“Spera,” ci spiega Jesus,
“di incantare pesci fuori dalle acque
usando la tibia di un prete
di una Missione di tanto tempo fa.”

*

7, Middagh Street


Louis

VI

Dai sogni nascono responsabilita’
fu a causa di questa allegoria
che Lorca
fu crivellato di proiettili

fino a giacere pancia a terra
nella forma del proprio sangue.
Quando i soldati ubriachi del Romancero
si riavviarono per la citta’

lo udirono mormorare nella foschia,
“Alla mia morte aprite le finestre.”
Perche’ la poesia puo’ essere realta’ –
non solo puo’ ma deve

e questa stessa illusione
e’ in se’ gesto politico.

—–

Paul Muldoon, Meeting the British, 1987 – trad. Giuseppe Cornacchia, 2010, diritti riservati

Pubblicate su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

Why Brownlee left & History & The One Desire – Paul Muldoon, 1980 (6,7,8)

Perche’ Brownlee e’ partito


Perché Brownlee è partito, e dove è andato,

E’ tuttora un mistero.

Giacché un uomo che fosse certo appagato

Era lui: due acri d’orzo,

Uno di patate e quattro manzi,

Bestie da latte, una fattoria.

Fu visto l’ultima volta ad arare

Un mattino di marzo luminoso e presto.


Già la sera Brownlee era famoso;

Avevano trovato tutto abbandonato,

Il veicolo intatto, il suo paio di cavalli

Neri, come moglie e marito,

Poggiare il peso ora su un piede,

Ora sull’altro, guardando al futuro.


*


Storia


Dove e quando iniziammo a far l’amore?

Ricordi? In Fitzroy Avenue,

Cromwell Road, Notting Hill?

Da te o da me? Marsiglia o Aix?

O non altro che quel giovedi’ sera

Quando tu e io salimmo per la finestra

Al pianterreno di Aquinas Hall

Su nella stanza dove MacNeice scrisse ‘Snow’?

La stanza dove dicono abbia scritto ‘Snow’.


*


Il solo desiderio


La palm-house al giardino botanico di Belfast

Fu costruita prima che a Kew

Nello spirito che intende superare

Il moderno col piu’ moderno,

Che batte il ferro e piega

Il vetro al nostro volere,

Che il paradiso avvicina

Perche’ noi si parli agli angeli.


La palm-house e’ ora in rovina,

Travi arrugginite, una finestra rotta

Attraverso la quale un delicato arbusto

Animato da una luce gentile

Sembra infine aver fatto breccia,

Nostro nuovo capolavoro.

Paul Muldoon, Why Brownlee left, 1980 – trad. Giuseppe Cornacchia, 2010, diritti riservati

Pubblicate su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

The Merman & Armageddon, Armageddon VII – Paul Muldoon, 1977 (4,5)

IL TRITONE

Stava tracciando il suo singolo solco
attraverso la verde densa torba
d’acqua; io mettevo grano d’inverno
sulla riva. Le strade s’incrociarono.

Nessun solco in realtà, ebbi a dire.
Nulla sarebbe venuto dall’acro,
solo, del raccolto un simulacro,
l’ululo del vento, la pioggia folta.

Non voleva possedere la terra
che pure avrebbe arato tutto il giorno?
E amicizia, amore, queste cose?

Ricordò campi di fieno e granturco
quando stoppie s’alzavano da terra.
In sottofondo grida di dolore.

*

APOCALISSE, APOCALISSE

VII

Notte d’estate a Keenaghan
Cosi’ scura che il lumino si fioca
Per paura. E io con lui.
La Mustard Seed era del tutto buia.

Ero uscito col bollitore
Verso un ruscello interrato
Che riaffiora nel canneto
Quando una blatta si poso’ sul dito
Risalendo il palmo
Come un blistere indisponente,

La mia mano pietrificata
Da quel modo di muoversi.
Dovetti scuotere il polso a forza
E recuperarla al mio volere.

Dalla raccolta Mules, 1977 – trad. Giuseppe Cornacchia, 2010, diritti riservati

Pubblicate su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

Dancers at the Moy, Paul Muldoon, 1973 – (2)

Danzatori vicino Moy

La piazza all’italiana
E la piana intorno
Nere un tempo, con le giumente
E i loro stalloni,
Il placido Blackwater
Rimacinando va

Ora dopo ora,
I loro zoccoli brillavano
E subito sparivano
Sotto la nera pioggia,
L’una o l’altra guerra greca
A colorare la citta’

Mai cosi’ nera
Di stalloni infuriati
E delle loro giumente,
Tappeti di carne,
Il placido Blackwater
Incapace di tenersi

All’orda di cavalli,
Lungo acri di grano,
Rovesciata nel fiume nero e d’oro.
Nessun manipolo di ateniesi
Giunse alla fiera di Moy
A far spese per la battaglia,

La pace essendo stata dichiarata
E un trattato firmato.
Il fiume nero e d’oro
Finiva in goccioline di marrone
Dove i cavalli eradicavano
Rovi e ginestroni,

Mangiandosi l’un l’altro
Come le genti in carestia.
Il placido Blackwater
Masticava i suoi detriti
Ondulando gravemente
E riassestandosi nel letto,

I locali recuperavano
I bianchi scheletri.
Cavalli sepolti per anni
Sotto le fondamenta
Danno allo sterrato
L’agio dei trampolini.

da NEW WEATHER (1973) – trad. Giuseppe Cornacchia, 2010, diritti riservati

Pubblicata su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

Wind and Tree, Paul Muldoon, 1973 – (1)

Vento e alberi

Come molto del vento
Soffia dove sono gli alberi,

Molto del mondo
Si centra su di noi.

E spesso quando il vento tira
Scrollando forte gli alberi,

Ognuno un altro cerca
E tiene insieme.

I rami vorticano
S’intrecciano furiosamente.

Solo, non e’ amore.
Si torcono l’un l’altro.

E spesso penso a me
Albero solitario, senza suolo,

Il mio braccio non vuole, non puo’
Spezzarne un altro. Le mie ossa rotte

Dicono un tempo nuovo.

dalla raccolta NEW WEATHER (1973)
trad. Giuseppe Cornacchia, 2010, diritti riservati

Pubblicata su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474