Appunti dal buon senso senza senso (89) – Angelo Rendo

Il massimo riserbo dentro lo scialo. Funzioni involontarie, leggere parestesie del dominio dell’essere.

Fino a quest’ora le risposte stanno tutte insieme. Supponiamo che le domande prevedano la risoluzione del piano in nostro potere, che è nullo e meno di infinito in rapporto al puro e semplice, fors’anche stomachevole, scialo di risorse manifeste.

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Appunti dal buon senso senza senso (88) – Angelo Rendo

Torniamo sempre. Solo alcuni – dalla mente plagiaria – che aguzzano l’ingegno per meglio tornire l’inganno, non tornano. Aver l’impressione di scrivere per altra voce, e per altra in effetti star scrivendo, dopo la correzione; e scrivere della scalfittura della diseguaglianza. Come quell’uomo che ricorre alla fuga nei cunicoli, perde i suoi liquami e ne fa verità, mangiando lei e tutti i suoi parenti.

Appunti dal buon senso senza senso (87) – Angelo Rendo

I bigodini gli servivano dopo, prima doveva pensare ad allestire l’interno, fare in modo che al pensiero storto seguisse il pensiero retto e che la logica non distraesse troppo dal fumo, che concorreva a sterilizzare l’orgoglio.
La sua testa era ai piedi; bisognava risalisse. Lunga la strada, ripido il monte; la cima, intesa o no, non sarebbe stata persa se fosse stata presente la determinazione, lo strabordio del ferro maschile. Campione, piccola protesi dell’umano, montato. E ridicolo ora che ha messo pure i bigodini, guardatelo, e noi che credevamo non si spingesse a tanto! Ma alla cima si risponde con condiscendenza, si può ben dire che l’amor proprio non ha mai disdegnato la burocrazia: la petulanza di chi non si accorge che l’omiletica bisognerebbe svolgerla da morti.

Appunti dal buon senso senza senso (85) – Angelo Rendo

Si affannavano, si sbracciavano, misuravano, pesavano ogni cosa; e per ogni cosa l’affanno, la bracciata possente, il falso ritegno; con magniloquenza – se ritenevano fosse il caso – intervenivano; intrattenevano con cognizione. Ma il sudore gocciolava sul martello puntato alle spalle, l’ansito palmo a palmo si faceva largo e invisibile, più del reale inorgoglito, inzuppava e restringeva la clamide che c’era e non c’era e colui che lo vedeva non c’era.