A man – Angelo Rendo

 

Viene da Mazzarelli (Marina di Ragusa). E, quasi tutte le volte che lo servo, sembra in tour promozionale.
È pensionato, fino a un paio di anni fa aveva le serre, produceva pomodori. Da giovane in America e dall’America le canzoni: Elvis su tutti. Degli italiani ha Celentano nel cuore, ma anche Mal e gli americani che cantavano in italiano.

Oggi, ha presentato ‘Little Man’ di Sonny and Cher (sì proprio lei, col suo primo marito), canzone portata da noi al successo da Milva col titolo di ‘Piccolo ragazzo’. Piccola nazione.

Per tutto il tempo che dura il rifornimento, sportello e finestrini del suo mezzo rimangono aperti. Gode a spandere a volume altissimo la sua musica, il suo verbo.

Io gli chiedo della sua passione, lo ascolto. Contenti e rintronati poi ognuno per la sua via.

L’affaire Zappa – Angelo Rendo

Nel 1982 Frank Zappa tenne un concerto a Palermo, e per l’occasione visitò Partinico, luogo di origine del nonno e del padre; il concerto durò solo venti minuti a causa degli scontri tra polizia e spettatori all’interno dello stadio, originatisi da una errata disposizione del palco: la gradinata distava troppo e gli spettatori si risolsero ad avvicinarsi scavalcando la recinzione.

(Successe l’iradiddio.)

Ma pochi sanno, anzi credo nessuno, che il grande musicista fu anche a Scicli. Era il mese di luglio, in Spagna si giocavano i mondiali di calcio, e a Scicli Zappa arrivò per uno strano motivo. Nessuno ha mai saputo di cosa si trattasse, per quanto qualcuno si sia azzardato a sostenere che Zappa fosse venuto a trovare un vecchio amico del padre di origine sciclitana e alla cui mensa da adolescente, a Lancaster, aveva assaggiato un piatto tipico sciclitano, il “Pastizzu ri ciurietti” (“Pasticcio di cavolfiore”).

image

In effetti, riportando alla memoria una foto di archivio – in alto a sinistra nel nostro collage – vero è che Frank regge con un forchettone una matassa di spaghetti – a dire il vero appare abbastanza schifato – mentre in basso a sinistra lo vediamo ritratto in occasione della sua toccata e fuga a Scicli. Ma questo cosa significa? Significa che ama il cibo italiano alla follia? Significa che la gola ha fatto tanto? Ma soprattutto siamo sicuri che sia lui quello in basso a sinistra??

Non sappiamo da dove provenga Zappa con quella padella bisunta contenente poco più di mezzo pastizzo a cui dan man forte dei medusei spaghetti (altro e fondamentale ingrediente del ripieno del pastizzo).

Forse che scappava dalla baldoria, che i pastizzi se li stessero tirando faccia faccia, o che lui stesse per riservare un pezzo di pastizzo a uno del suo entourage? Boh. Lo sguardo è, però, vivido e atterrito.

Fatto sta, infine, che siamo in estate e l’abbigliamento di Zappa risulta di certo non adeguato, camicia a jeans e giubbotto di pelle.

La scena è poco chiara, ma il pasticcio è tutto per Zappa!

“Truffles” – un film di Santi Spadaro

Santi Spadaro, matematico puro, già collaboratore di Nabanassar, ricercatore di stanza a Sao Paulo, ritorna con uno short film: “Truffles”. Interpreti: Maria Chiara Spadaro e Davide Parisi.

[Per i sottotitoli: cliccare sul secondo simbolo (rettangolino bianco) in basso a destra e selezionare l’italiano]

Ode a lato #2 – “Wittgenstein” di Jarman per fiori e lacerti – Dario Vanasia e Angelo Rendo

Partiamo da questa affermazione di Wittgenstein in punto di morte: “Mi sarebbe piaciuto scrivere un libro di filosofia fatto solo da scherzi, ma non ho humour.”. E qui rimaniamo per un po’, il tempo di “degenerare dal genere”, macro e micro, iconoclasta e fatalmente intellettuale. Concetti percepiti solo nel novero dell’intellettualità che l’estemporaneo annichilisce. In sette, otto puntate – a cura di Dario Vanasia e Angelo Rendo – riproporremo per lacerti e fiori “Wittgenstein”, film di Derek Jarman del 1993. Una rilettura lirica laterale.

Ode a lato #0 – “Wittgenstein” di Jarman per fiori e lacerti – Dario Vanasia e Angelo Rendo

Partiamo da questa affermazione di Wittgenstein in punto di morte: “Mi sarebbe piaciuto scrivere un libro di filosofia fatto solo da scherzi, ma non ho humour.”. E qui rimaniamo per un po’, il tempo di degenerare dal genere, macro e micro, iconoclasta e fatalmente intellettuale. Concetti percepiti solo nel novero dell’intellettualità che l’estemporaneo annichilisce. In sette, otto puntate – a cura di Dario Vanasia e Angelo Rendo – riproporremo per lacerti e fiori “Wittgenstein”, film di Derek Jarman del 1993. Una rilettura lirica laterale.

Alessio Lega “Mala Testa” & Hobocombo “Moondog Mask” – Angelo Rendo

Il 31 ottobre Alessio Lega, Francesca Baccolini, Guido Baldoni e Rocco Marchi hanno suonato a Vittoria, il giorno dopo a Niscemi, poi a Catania, infine a Messina. Io e Adriana li abbiamo incontrati a Scicli il 30, in un pomeriggio di libera uscita, ascoltati a Vittoria l’indomani. Con Rocco (già e ancora dei Mariposa) non ci vedevamo da più di dieci anni, ho risposto alla sua chiamata con vero piacere. La dolce Francesca, lo stralunato Guido, l’appassionato Alessio, il caro Rocco… La Sicilia, Ragusa, Scicli sono lontani. Come lontana è questa nostra generazione dispersa e inconsolabilmente autistica. Alessio ha presentato “Mala Testa” (http://alessiolega.bandcamp.com/). Canzone d’autore dal testo poderoso assisa su una coperta sonora di levigata ricerca e boli delle avanguardie più pure (n. d. r. il 4 novembre Rocco, Francesca e Andrea Belfi nella formazione Hobocombo hanno pubblicato “Moondog Mask”, ispirato alle musiche di Moondog, qui lo streaming: http://www.rockit.it/hobocombo/album/moondog-mask/23814).

Cosa suggellano queste righe? Che niente è perduto, fintantoché la condivisione carnale scaccia le fantasime del carcere virtuale.

Appunti dal buon senso senza senso (18) – Angelo Rendo

Del documentario “Senza scrittori“, andato in onda su Rai 5 ieri sera, non mi è rimasto nulla, fuorché l’ estintore carrellato da 50 kg trascinato da Cortellessa in apertura.

Non parla l’estintore, lo metti in posizione ed è fedele, so bene. Se lo si conduce in posti inadatti all’espletamento del servizio, quello per vergogna si fa tutto rosso, non parla. Irragionevole qualcuno lo strattoni: è la sua fortuna.

 Il resto delle comparse festeggiano strette in un obitorio.