Clinica dei Balcani – Angelo Rendo

A tarda sera usciti dall’autostrada a Rosolini, di ritorno da Lubiana – mentre tagliavamo Rosolini lungo il suo margine occidentale per tornare a Scicli dalle contrade modicane di Trebalate e Rocciola, e proprio quando i pensieri iniziavano a inurbarsi – un cartello segnaletico a freccia, incastrato a un palo nell’angolo di una via, scivolato quasi al suolo, rompeva fiaba e incantesimo: “La clinica del tubo (impianti elettrici)”.

Chi non parla è uno spettro. E la felicità è connaturata alla parola, quandanche tardi a riconoscersi, come tarda la bellezza esaurita di Venezia – pronta ad affondare e riemergere nel sogno – ma si riconosce.

Più vai indietro, più trovi il tempo, e paesaggi urbani, grazia naturale, lindore, opacità non esibita consustanziale al destino del patimento. E potrebbe darsi che Lubiana condivida queste forme di razionalismo ermetico col trapasso del confine, che altro, se non la mano tesa di un amico?

La compostezza del clamore, l’eleganza del fugace, inserti di mutevolezza ben digerita. Poi la cristallina violenza del cielo di Zagabria, i vetri rotti e qualche edificio sordo, che solo la sfrenatezza di un pittore in lutto avrebbe potuto ridurre a massima concentrazione, nascosta nella trasparenza del vetro. Un becco di uccello piegato sul seme invisibile.

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L’imene della dissimulazione – Angelo Rendo

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[Francesco Lauretta, Femminile, 2006]

Ieri Chiara e Gianfranco si sono sposati. Nella Chiesa di Santa Maria di Betlem a Modica. Qui la secentesca ‘Dormitio Mariae’, statua lignea di Bongiovanni Vaccaro – trasposta e dipinta su tela dieci anni fa superbamente da Francesco Lauretta e titolata ‘Femminile’ – ci ha destati dal torpore. A furia di darle l’occhio l’ho spinta più in là, a un passo dal sonno eterno. Ho gioito per un carissimo amico, col quale ho trascorso tanti momenti spensierati dell’adolescenza. Gianfranco è rimasto a quei tempi, come me. Ci si vede poco, ma ogni volta le trame del discorso si riannodano, per via di quell’arguzia dinamitarda e dolce che è del sogno, l’imene della dissimulazione, quel far finta che la Vergine dorma.

Su e per ABBITATTSTAIL / n°1 OVER/TUR di John Cascone e Dario Vanasia – Angelo Rendo

balcone caggia

La città protagonista di questi tagli da Google Maps è Gela. Bisognava aprire “Abbitatstail” col botto (OVER/TUR, prima parte del progetto di John Cascone e Dario Vanasia) e cercare un modello di sana e robusta costituzione, affermato e di fama consolidata. Una lingua franca. A Modica, al C.O.C.A. (archivio biblioteca arti contemporanee), Corso Umberto I n. 420, domani, venerdì 1 novembre la prima azione.

Smisuratezza, verticalità per nulla dirimenti il conflitto tra padri e figli, mancanza di piano, sfalsamenti e falsari, fiancate nude, muri carichi di coltri, aperture e chiusure intercambiabili, in agguato, garage cuore di casa, appropriazioni indebite di suolo pubblico, spudoratezze fognarie, coperture da stabulazione, merlature: i linguaggi dell’alienazione.

Il piano regolatore gelese risale al 2010; atteso dal 1968.

Il supposto potere accentratorio che la periferia eserciterebbe sul centro è vuoto concetto, riempiendo il quale, crollerà ogni costruzione di senso, e lo spontaneismo fungino del blocchetto rientrerà nei ranghi donde è venuto. Le grandi soluzioni artistiche non passano per un sottovuoto praticato in presenza d’aria ma sono lo stretto foro della regola. Qui, a Gela, o laddove la libertà di parlare (costruire) a vanvera è data/fu data, al massimo, v’è un caos applicato, funzionale a tratti, solo a tratti irreale. Perciò cosa, lurida cosa senza essente.

chiamate

John Cascone
Nato a Cheltenham (UK) nel 1976. Artista visivo e sonoro, performer e videomaker. Si è laureato nel 2004 in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Pisa. Dal 1999 è stato fondatore e collaboratore di diversi gruppi multidisciplinari (Formiche Elettriche, VOI, Città del Maiale Nero, EX, CARGO CULT). Dal 2010 al 2011 è stato assistente di Cesare Pietroiusti. La sua ricerca si è concentrata sullo studio del rapporto tra immagine-tempo-materia. Vive e lavora a Roma.

Dario Vanasia
Nato a Scicli (RG) nel 1982. Artista visivo, dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Ragusa e di Bologna, dal 2007 ha condotto ricerche e azioni sulla produzione e la comunicazione dell’immaginario come fenomeno sociale (dalla strada ai social network), avvalendosi spesso dell’interazione con vari artisti, operatori culturali e il pubblico. Vive a Scicli.

FRANCESCO LAURETTA, Guarda avanti, e tutto ciò che ami svanirà, 7 agosto – 3 ottobre 2010, LAVERONICA Arte Contemporanea, Modica

Laveronica arte contemporanea è lieta di presentare dal 7 Agosto al 3 Ottobre “Guarda avanti, e tutto ciò che ami svanirà”, mostra personale di Francesco Lauretta, a cura di Elio Grazioli.
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Questo è lo stato dell’arte oggi, per Francesco Lauretta, che la pittura restituisce meglio di qualsiasi altro medium: stiamo per chiudere, affrettatevi ad uscire! I visitatori lo troveranno detto esplicitamente alla fine della mostra, al neon: “Uscite, uscite, stiamo chiudendo!”. Intanto, a riceverli ci sarà una gabbia, vuota. Doveva contenere un gallo da combattimento, di quelli sgargianti nei colori delle sue penne e aggressivi, cresciuti per la lotta: bella metafora dell’artista e dell’uso della pittura. Ma ora dov’è? Il doppio senso del titolo aiuta a comprendere: Ex stasis, assenza e estasi insieme, stasi e movimento insieme. Eccolo infatti lì accanto, in pittura, il gallo assente, ma ormai trasformato in pollo arrosto, non senza gustoso contorno di patate al forno. Ah, la carne è debole e caduca, nello stesso tempo in cui è succulenta e invitante! Ah, la morte è sempre in agguato! L’estasi è solo dello spirito. La morte incombe in questa mostra, ma la tonalità dell’arte di Lauretta è insieme allusiva e seducente, triste e impavida, assertiva ma aperta, decisa ma malinconica, non forza lo spettatore ma lo interroga, poeticamente, avvolgendolo, quasi raccontandogli una storia. Il quadro centrale, il quadro grande della mostra è uno di quelli con una processione tipica delle feste religiose siciliane, come Lauretta ne ha già dipinte, ma questa volta il momento fissato – fotograficamente – è quello del cedimento, del crollo di alcuni portatori che rovinano sotto il peso del baldacchino che sta per cadergli addosso. Una festa che finisce male, una caduta che è immagine dei nostri tempi. L’apocalisse, com’è noto, è anche rivelazione – apo-calipsis –, svelamento. È forse quello a cui allude il ritratto che costituisce l’altro quadro della stanza, una sorta di centro eccentrico dell’esposizione: grottesco ma lucente,dal titolo illuminante: Lo splendore portato come un mantello. Una visione di un cimitero di lapidi segnate con soli numeri chiude la mostra prima che la scritta al neon ci ingiunga di uscire al più presto. Si chiude dunque, ma che cosa veramente? La pittura, dicevamo, esprime meglio di qualsiasi altro medium questo stato delle cose, perché non lo rappresenta solamente ma lo è intrinsecamente.
Affrettatevi, si chiude.
Elio Grazioli
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Francesco Lauretta
“Guarda avanti, e tutto ciò che ami svanirà”
a cura di Elio Grazioli
dal 7 agosto al 3 ottobre 2010
Inaugurazione: sabato 7 agosto ore 21.00
Orario galleria: dal martedì alla domenica
15:00 – 22:30. Fuori orario su appuntamento
via Grimaldi 55 – Modica (RG)
cell. +39 3392429308
Ufficio Stampa:
Rosa Carnevale
+39 339 1746312

Details a Modica (La Veronica arte contemporanea), dal 26 sett. al 26 nov. 2009


Details

Ivo Bonacorsi – Andrea Cerruto – Giovanni De Lazzari – Diego Marcon – Arianna Vanini

A cura di Roberto Pinto

26 settembre – 28 novembre

Inaugurazione: Sabato 26 Settembre ore 21.00

Orari galleria: dal martedì alla domenica 15:00 – 22:30

Fuori orario su appuntamento

La Galleria La Veronica arte contemporanea (www.gallerialaveronica.it) è lieta di annunciare Details, mostra a cura di Roberto Pinto. L’esposizione, che inaugura sabato 26 settembre alle ore 21 proseguirà fino al 28 novembre.

Dopo la pausa estiva, la Galleria riapre la stagione espositiva con una collettiva di giovani artisti ribadendo la volontà di far conoscere al pubblico protagonisti emergenti del panorama artistico contemporaneo. In una società che è sempre più mediatica e alla ricerca di grandiosità e provocazioni, l’idea di Details riporta l’attenzione sui particolari dimenticati. Gli artisti che partecipano alla mostra Details condividono l’intento di lavorare ignorando la spettacolarità a cui ultimamente anche l’arte contemporanea ha ceduto. La collettiva riunisce sei artisti dal percorso e dagli esiti artistici differenti ma uniti da questo comune atteggiamento di ricerca. Il progetto, il disegno e i particolari tornano al centro di un discorso artistico fatto di riscoperte e di dettagli.

“L’arte — e la cultura più in generale —, proprio in relazione alla realtà che ci circonda, credo debba tentare di soffermarsi di più sulla caratura e sul significato di ogni elemento in gioco, soppesando l’importanza e analizzando anche i più minuti dettagli di cui si compone, alla ricerca di un significato che sembra farsi sempre più sfuggente nella società attuale. Credo che l’arte nasca e si occupi proprio di particolari. E su questi particolari costruisce storie (non necessariamente lineari), indaga la realtà (non necessariamente il suo significato superficiale), si mette a nudo (svelando i meccanismi del proprio funzionamento). Solo in questo modo si può salvare dalla genericità e dalla superficialità”, scrive Roberto Pinto nel testo che accompagna la mostra. Fil rouge che unisce idealmente le opere degli artisti in mostra è la volontà di esplorare la propria identità e trovare, attraverso una ricerca e un lavoro quotidiano, l’adeguata resa formale delle proprie ispirazioni. Inserita nella meravigliosa cornice della barocca Modica, La Veronica continua il suo lavoro espositivo disegnando una mappa aggiornata e fresca delle nuove tendenze e delle attività artistiche indipendenti e sperimentali.

Ufficio Stampa

Rosa Carnevale

Tel. 3391746312

ros.carnevale@gmail.com

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Ivo Bonacorsi (Vergato, 1960) si laurea nel 1987 al D.A.M.S di Bologna. A Bologna espone giovanissimo alla Galleria Neon partecipa alla GAM al primo ciclo di eventi della Settimana della Performance.Nel 2004 espone al Careof di Milano Schermi, barricate ed altre immagini a cura di Roberto Pinto.Nello stesso anno il progetto per Isola Art Center A tainted event, insieme a Steve Piccolo and Mirella Miramuci. Collabora come critico e giornalista con Il Manifesto, Alias, Radio Popolare, Flash Art.Nel 2000 ha fondato insieme a Alin Avila e Natalie Mei la rivista d’arte Arearevue)s.Nel 2005 cessa ogni attività espositiva con la performance Announced Retirement un vero incontro di box dedicato ad Arthur Cravan e si trasforma in artista da calendario e chef culto Vive tra Oslo e Parigi dove si occupa del ristorante clandestino ed itinerante che ha fondato a Parigi con Dominic Dalcan e Francis Fichot. Scrive libri di cucina ed affumica pesce pescato nei fiordi.

Andrea Cerruto (Ragusa, 1979) dal 2004 ha esposto in gallerie private in Germania e in Italia. Nel 2005 ha partecipato alla XIII edizione di VideoPopTv (sez.kaleidoscope) presso il Centro per l’arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Nel 2008 ha esposto a Venezia alla mostra Re-Pubblic a cura di Amerigo Nutolo. Nel 2009 ha partecipato al workshop Incompiuto Siciliano con il collettivo Alterazioni Video presso il Docva, Fabbrica del Vapore di Milano. Vive e lavora tra Como e Modica.

Giovanni de Lazzari (Lecco, 1977) ha studiato all’Accademia di Belle Arti -G. Carrara- di Bergamo. Nel 2008 ha preso parte al XIV Corso Superiore di Arti Visive presso la FAR – Fondazione Antonio Ratti di Como, vincendo il secondo Premio Epson FAR per la ricerca artistica. Suoi lavori sono stati esposti alla Jugoslavian Biennal of Young Artist e alla galleria Nadine, Bruxelles.Ha esposto presso l’Associazione Viafarini di Milano e, nel 2006, ha partecipato insieme con Edi Hila alla mostra curata da Adrian Paci presso la Galleria Francesca Kaufmann di Milano. Nel 2009 la Galleria Simona Vendrame gli ha dedicato una doppia personale insieme all’artista Oppy De Bernardo. Vive e lavora a Lecco.

Diego Marcon (Busto Arsizio, 1985) si diploma nel 2006 come montatore cinetelevisivo presso la Scuola di Cinema, Televisione e Nuovi Media di Milano. Lo stesso anno crea con Federico Chiari e Anna Franceschini, il PAD- Piccolo Artigianato Digitale, collettivo che si occupa di live performance e video, collabora con diversi artisti come montatore e porta avanti la sua ricerca personale. Nel 2007 si iscrive alla facoltà di Design a Arti dello IUAV di Venezia. Nel 2009 viene selezionato per partecipare alla XV edizione del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti, dal titolo Siamo capaci di far piovere ma nessuno ce l’ha mai chiesto, Visiting Professor Walid Raad. Vive e lavora tra Milano e Venezia.

Arianna Vanini (Varese, 1977) dopo essersi laureata in Economia Politica all’Università Bocconi di Milano, si è iscritta al corso quadriennale di Scultura dell’Accademia di Brera, conseguendo il diploma nel 2008. Dal 2004 ha partecipato a esposizioni collettive in Italia e Germania, presso spazi privati, gallerie, istituzioni pubbliche. Nel 2005 ha conseguito il premio Salonprimo nella categoria scultura e nel 2007 ha rappresentato l’Accademia di Brera nella rassegna Hdemia Contemporanea a Modena. È stata selezionata per partecipare alla XV edizione del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti, dal titolo Siamo capaci di far piovere ma nessuno ce l’ha mai chiesto, Visiting Professor Walid Raad. Vive e lavora a Milano.

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TESTO CRITICO (estratto)

di Roberto Pinto

“L’idea di Details nasce dalla constatazione che la società e la politica, sempre più mediatica, che ci circondano, propongono sovente una facile equazione da cui risulta che chi è più spettacolare, chi grida più forte, è vincente. Anche il mondo dell’arte ha contribuito in più occasioni ad alimentare l’idea che gli obiettivi da perseguire siano la ricerca sempre più enfatica di grandiosità negli interventi e l’esasperata necessità di operare sulla provocazione. In entrambi i casi, è scontato, ma va specificato, qualità e quantità non necessariamente sono in stretta relazione.

Gli artisti che partecipano alla mostra Details condividono l’intento di lavorare ignorando la spettacolarità. Il proposito è, quindi, di riunire in un’esposizione artisti le cui opere si concentrano sul progetto, il disegno, i particolari, appunto, che costruiscono il senso stesso dell’intervento. L’arte — e la cultura più in generale —, proprio in relazione alla realtà che ci circonda, credo debba tentare di soffermarsi di più sulla caratura e sul significato di ogni elemento in gioco, soppesando l’importanza e analizzando anche i più minuti dettagli di cui si compone, alla ricerca di un significato che sembra farsi sempre più sfuggente nella società attuale. Credo che l’arte nasca e si occupi proprio di particolari. E su questi particolari costruisce storie (non necessariamente lineari), indaga la realtà (non necessariamente il suo significato superficiale), si mette a nudo (svelando i meccanismi del proprio funzionamento). Solo in questo modo si può salvare dalla genericità e dalla superficialità.

La ripresa del disegno, così come la necessità, quasi maniacale, di dedicarsi alla resa formale del lavoro non è da intendere in una prospettiva anacronistica o accademica, bensì come strumento di indagine anche in funzione di un più stretto dialogo con lo spettatore, che è reso partecipe di un diverso punto di vista. Il lavoro quotidiano con il suo sforzo di comprensione e di miglioramento dialoga quindi con l’evento tentando di sintetizzare l’ansia di vivere……”

Gli sciacalli di Vanity Fair

Riprendo da http://www.sciclinews.com/news/Quei-cani-assassini-siamo-noi-siciliani-/0000009582

[Due sciacalli, Edoardo Camurri e Ottavio Cappellani, si passano su “Vanity Fair” brandelli di carne ed esultano sbronzi di sangue. Il Cappellani sostiene addirittura che il fenomeno dei cani selvatici esista solo nelle zone fra Scicli e Modica, nel Ragusano!

Come al solito, le mitologie localistiche, pezzenti, pregne di ars lacrimatoria tonante, miseramente liriche, impressionistiche, pubblicitarie esplodono. Gente senza naso, avida di fama insanguinata, senza progetto.

Coi flussi parolai, con sicilitudine e sicilianerie si costruiscono carriere. La terra d’oro è sottoposta a inerte rappresentazione, il breve sforzo genera. Si piange il morto, ma non ci si divincola dalla querimonia. Campano cerimonieri del limite, becchini, seppellitori di vita.

E intanto la Tradizione, la Bestia, e in ispecie la mondano – letteraria, trae fuori, depopolarizza e connette potere con folklorismo.

La terra sta, a fauce aperta.]

A. R.

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QUEI CANI ASSASSINI SIAMO NOI SICILIANI

Perché il branco attacca l’uomo? E perché solo a Ragusa? Per Ottavio Cappellani “i mannari sono l’incarnazione di una terra violenta e decadente”. E questo è solo l’inizio. [di Edoardo Camurri].

Non fatevi ingannare da questa frase: “Continuo a pensare alla Sicilia come a un luogo modernissimo, come al destino dell’Europa”, perché il suo significato va letto al contrario, cioè come maledizione, come precipizio, come prospettiva di terrore a cui siamo condannati. Me la dice, a proposito dei branchi di cani assassini che stanno terrorizzando la provincia di Ragusa, Ottavio Cappellani, 39 anni, siciliano, uno dei più bravi, se non il più bravo, scrittore italiano contemporaneo (il 30 marzo uscirà per Mondatori il suo nuovo libro, Chi ha incastrato Lou Sciortino). “La zona tra le spiagge di Sampieri, le stesse spiagge dove è stato azzannato a morte quel bambino, Giuseppe Brafa, è un luogo che mio padre frequentava da ragazzo. E già in quegli anni esistevano branchi di cani selvatici. Ma non attaccavano gli uomini, puntavano alle pecore. La cosa interessante è che questo fenomeno esiste solo lì”.

Cioè?

“E’ la parte più violenta della Sicilia. E’ la Sicilia carnosa delle carrube e degli olivi. La Sicilia del vino forte e del sole che spacca le pietre”.

E i cani?

“Sono il frutto di quella terra. Si dice che i cani assomiglino ai loro padroni. Io ci credo. Ho visto pitbull dolcissimi e cocker di una violenza pazzesca, a seconda del carattere delle famiglie che li ospitavano. Quei branchi famelici sono l’incarnazione della Sicilia”.

In senso orientale?

“Forse. E’ come se i siciliani si stessero reincarnando in questo genere di animalità. Tra un po’, visto che siamo in piena decadenza, in Sicilia appariranno le tigri con i denti a sciabola”.

Che tipo di decadenza è?

“E’ la violenza del sistema siciliano, ormai raffinatissimo nel far scomparire l’umanità e la compassione. Un sistema in cui il povero fa comodo in quanto serbatoio di voti; è vero che i cani hanno ucciso quel bambino, ma lo fa tutti i giorni anche questo sistema”.

I cani sono dunque un simbolo vivente?

“Il cane mannaro è l’espressione della fine dell’impero democratico. Siamo nel gotico dell’horror. In Sicilia tutto questo è al suo punto estremo, e presto si estenderà in tutta l’Europa”.

Gioielli di famiglia (20/12/2008 – 24/01/2009) – La Veronica arte contemporanea

locandina

La Galleria La Veronica Arte contemporanea cambia sede. Da sabato 13 dicembre la Galleria diretta da Corrado Gugliotta si trasferirà nei nuovi e più ampi locali di Via Grimaldi 55 (Modica, RG), di fronte la sede “storica” inaugurata nell’aprile 2007. La nuova sede sarà presentata al pubblico il 13 dicembre alle ore 21.

A poco più di un anno dall’apertura, dunque, la Galleria La Veronica cresce e si rinnova, aprendo una prestigiosa sede espositiva nel cuore del centro storico. Cento mq di superficie, due sale ampie e luminose con vista sul Corso Umberto, per venire incontro alle rinnovate esigenze espositive della Galleria, ma sopratutto per offrire al pubblico e agli amanti del settore una vetrina più ampia sull’arte contemporanea, con mostre temporanee ma anche con la rotazione delle opere della collezione permanente.

La Galleria La Veronica, peraltro, si rinnova nel segno della continuità. Non solo perché mantiene la location (la nuova sede dista pochi passi dalla precedente) e il suo ruolo di crocevia di idee tra gli artisti e il pubblico, ma anche perché restano inalterate le scelte di fondo che l’hanno imposta all’attenzione degli esperti, dei collezionisti e della stampa specializzata, basate sulla valorizzazione di artisti emergenti e sulla presentazione di alcuni protagonisti del panorama artistico internazionale, senza trascurare gli autori del luogo o che hanno avuto legami di varia natura con la nostra terra.

In linea con questa filosofia, per l’inaugurazione della nuova sede sarà allestita una collettiva dal titolo “Gioielli di famiglia”, con opere di Davide Bramante, Adelita Husni-Bey, Nicholas Jeffrey, Francesco Lauretta e Maya Quattropani.

La mostra vuol essere un omaggio agli artisti che sono stati protagonisti degli eventi organizzati dalla Galleria contribuendo al suo successo, ma anche l’occasione per tracciare un bilancio artistico di questi venti mesi di attività. La mostra potrà essere visitata dal 13 dicembre al 24 gennaio, tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle ore 15,30 alle 22,30.

Francesco Lauretta: ‘Wherever, centro ricreativo di quartiere’

immagine descrittiva news

Domenica 14 Settembre 2008 alle ore 21.00, La Veronica arte contemporanea è orgogliosa di presentare la prima mostra personale in Sicilia di Francesco Lauretta (Ispica, Ragusa, 1964) dal titolo ‘Wherever, centro ricreativo di quartiere’.
Il progetto Wherever pensato da Francesco Lauretta per la galleria modicana, prevede una mostra di un solo giorno con un solo grande quadro ed una sagra sociale del cannolo che si svolgerà nel quartiere e nella via dove ha sede la galleria.
Lauretta metterà in scena una festa popolare dove il quadro, che raffigura degli uomini vestiti in costume siciliano intorno ad un cavallo addobbato a festa, sarà pretesto per dare vita alla serata-evento.
Nell’intenzione dell’artista c’è la volontà di riflettere sul valore del microcosmo quartiere nella società contemporanea.

L’artista, parlando della sua pittura, ama ricordare le parole recenti di Ricardo Villalobos, dj cileno organizzatore di feste di tendenza in giro per il mondo. Così come Villalobos sostiene che nella musica “sia giunto il momento di ritornare di nuovo alle melodie, in quanto appartengono a culture specifiche”, anche Lauretta sostiene che nell’arte è giunto il momento di riflettere non tanto e non più sulla realtà globalizzata, ma sia necessario ritornare a guardare all’individuo di volta in volta appartenente a culture specifiche; prima utilizzando il linguaggio antico e diretto della pittura e poi favorendo le dinamiche che relazionano i comportamenti umani intorno all’arte.

Ecco che mostrare un solo quadro in una galleria, fare una festa di quartiere con una sagra del cannolo e fare esibire dei musicisti che cantano canzoni siciliane diventano tutti elementi di questa operazione ‘ricreativa’ in un quartiere di Modica che potrebbe però essere in qualsiasi posto al mondo, ovunque, Wherever.
La Veronica è aperta dal martedì alla domenica dalle 17.00 alle 24.00 ed è online all’indirizzo www.gallerialaveronica.it

LA VERONICA arte contemporanea
Via Grimaldi 67 Modica
0932948803 – 3392429308
info@gallerialaveronica.it
www.gallerialaveronica.it