ATENE MANCA – Angelo Rendo

Il nero, vuoto e montuoso Peloponneso è ad una stretta di mano da Catania. Dall’alto, è una casa del cielo.
Un’ora e dieci per l’Attica. Atene. E il fondo, silenzio, nel lindo sottopasso del Venizelos a Spata.

Atene, ano d’Europa, e Grecia – panno usato e scosso da irresistibili venti occidentali – che teme, che desidera le coste turche, contro le quali impatterà, mentre le isole Egee, sconvolte da un ciclone indomabile, tentano di frenarne lo schianto, a guardar bene carta e forme.

Più l’occidente s’avvicina, meno si compattano le terre, e più l’oriente scarica le colpe al mezzo.

Rimane la rovina, la superba decadenza, l’angusto sentiero dell’abisso metafisico dentro quei volti strizzati e composti. La metro è un grande banco di prova, aiuta. Presa all’arrivo e mai più lasciata. Nessuna lingua straniera nelle viscere della terra. Gli Ateniesi covano il lutto. E da siciliano prendere parte all’ininterrotta processione dei treni è stato naturale.

Lo sguardo non è libero di vagare, come nei paesi dell’Europa del nord, ma deve dar conto all’umanità circostante. È per questo che non c’è più spazio. Atene manca. Secoli e secoli di esistenza non possono che condurre dritti alla tomba. Il tempo non batte più, come del resto se ne sbatte dell’Italia, il tempo.

Atene manca mi diceva Adriana. Certo, mi son detto, manca della morte, che la regalità sta apprestando per l’immondo futuro, o per il mondo futuro, abiotico.

MESSINA SINCRONICA – Angelo Rendo

Aveva pronunciato solo qualche sillaba, così mi ero convinto fosse di Catania la signora. No, sono di Messina. Andata via, a due minuti arriva un signore. Lamenta male alle reni, scendendo dall’auto. L’umidità, ma quale… l’età! Lei è di Donnalucata? No, sono di Messina. Non fa in tempo a spostarsi dall’ufficio, dove paga, al box, dove ritira, che alle sue ruote preme un altro signore, di Marina di Ragusa; a questo carico la bombola in macchina, quindi dritti verso l’ufficio. Mi giro senza accorgermene e miro la sua targa. Messina. Trilla Whatsapp: Gradirei una Birra Messina – un’amica. Tarderà, gliela faremo trovare. Ma la berrà lei.

Se decidi di raccontare la vita, chi ti legge non ti ascolterà; un sorriso di circostanza, asincronico, e Addio!

G 7 TAORMINA – Angelo Rendo

Non inorridisco di tutta questa gente: ciao mi ha detto la moglie del primo ministro giapponese, la mano mi ha stretto la moglie del primo ministro francese. La carne appassisce alla luce del sole. Che si alterni il vuoto con la pneumatica è legge. E che non cada la lastra con l’epigrafe sul capo di noi tutti è solo questione di tempo. L’irrefrenabile porzione di pasta al forno che dai lidi della Plaja di Catania giunge alle lodi delle parnassiane giunture ciclopiche del potere.

“Paesi e città”, l’e-book di ‘Doppiozero’ a cura di Luigi Grazioli

“La libreria di doppiozero continua a crescere, con un nuovo titolo da scaricare e leggere su tablet o su carta, stampando il pdf.

Oggi vi proponiamo un volume a cura di Luigi Grazioli, Paesi e cittàQui il link per scaricarlo.

L’Italia raccontata attraverso i suoi paesi e le sue città. La raccolta degli scritti apparsi su doppiozero all’interno del dossier Unità e disunità d’Italia.” Tratto da http://www.doppiozero.com

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Siamo 102 i partecipanti: io ho scritto di Scicli, Francesco Lauretta di Ispica, Simona Castiglione di Catania, Angelo Orlando Meloni di Siracusa, per restare ai siciliani che conosco; poi ci sono Luigi Grazioli, Federico De Leonardis, Enrico De Vivo, Toni Fachini, Janis Joyce, Ivano Mugnaini, Anna Stefi: continentali amici facebookiani. Siamo tutti, spero, non siamo nessuno! AR]

Paesi e città, a cura di Luigi Grazioli
Paesi e città, a cura di Luigi Grazioli