Spettri – Angelo Rendo

Palazzo Agonigi, via Galvani 1, IV piano, Sezione di Greco, Aula Aurelio Peretti, Dipartimento di Filologia Classica. Pisa.

Sono seduto, e mi tengo strettissimo, nell’unico angolo della stanza, alla sedia.
I tavoli da studio ricoperti di simil pelle verde, disposti a ferro di cavallo, immobili, il docente al centro, dorato, tutti intorno dodici/sedici ragazzi, palafrenieri. Il dispari in un angolo, alla destra del professore, in fondo, un fondo vicino. Un poco nascosto.

“Cortesemente, Rendo, mi può prendere i ‘Prolegomena to Homer’ di Wolf? Se si alza, il testo è alla sua destra, sopra la sua testa, per quanto ha lunga la sinistra.”

Nomen Numen – Angelo Rendo

A Pisa, dove ho studiato, e in via Bovio, dove abitavo – oltre al circolo Arci Agorà, che arrivò dopo – insistevano altri esercizi, pochi e malmessi. Ricordo con affetto l’ossessivo “Targhe, incisioni, timbri Scarpellini”, e il severo “Possenti Impianti”, per esempio. O di via San Martino, subito a sinistra, uscendo di casa e scendendo per via Gori, ricordo con tremore e disincanto la temeraria “Macelleria Sbrana”. Ahi!

L’avanguardia è uno scherzo

[Edoardo Sanguineti, ricordo, lo vidi insieme a Michel Chion, se non sbaglio, in un palazzo vicino alla chiesa di S. Francesco a Pisa, in occasione di un incontro di non so più cosa, anno 1995, fine anno, primo d’università. Mai più visto. Letto alla rinfusa e senza spasmo né voglia. Per me ha rappresentato la vecchiaia; gli avanguardisti si pensano giuovani; ma è sempre letale scegliere, ancora di più scegliere la gioventù, ancora di meno conta la vecchiaia. La settimana scorsa mi è capitato fra le mani un foglio piegato in quattro. Annotato un sogno; da altri indizi recupero una data, agosto 2007. Eccolo sotto.]

Su un letto, pareva di morte, lo studioso Edoardo Sanguineti. Io accanto, a reggergli un tubo di gomma posizionato dentro uno squarcio alla gola o allo stomaco. Da esso sgorgavano sangue e altri interni umori.

Il tubo si gettava in bottiglie di plastica, che io reggevo e riempivo. 1, 2, …

Ad un certo punto, chiedo a mia madre se continuare a riempirne.

Mi risponde: “Che ne devi fare, ne abbiamo a sufficienza, lascia perdere.”.

“Cinquanta e Cinquanta” – il file completo

Goggo: gli sforzi titanici
Goggo: in un mondo nemico

Marzi: (parte all’attacco) occhi di budda… ma volete scatenare una guerra?

Henka: il mio karma è dare e se do io chiedo di essere amata per quello che ho. Comunque io do.

Jaap: io… capisco l’affare e valuterò i miei mezzi…

Marisol: Jaap? Ciro? Giacomo? Flavio?
Henka: (ridendo) e Tommaso, e Martino, e Santino.

Goggo: dopo il nobel a trent’anni il Corvo si spara
Marzi: è tutto così irreale
Goggo: che si dice in giro?
Marzi: ci sta, si può dare, oggi tutto si può fare

Henka: (ride) nessuno può passarmi sopra e avere poi tempo di pentirsene!

Henka: chissà che donna troverai
Corvo: non penso troverò una donna
Henka: sarà mentale e sofisticata
Henka: come non sono io

Tommaso: sono venuto a riprendermi quel che mi spetta: questa baldracca (indica Henka)

Henka: no!
(Henka si frappone tra i due. Si sente un urlo)

continua e finisce su: https://nabanassar.files.wordpress.com/2010/06/cinqcinq4.pdf ——– maggio 2004

LISKO FABLES or tales to win a legend – II

tale: Awakenings and Side Gatherings

The Lizard wakened adventitiously right into her very birthday. Birthday is a handmade item produced exclusively upon individual request. There are no two identical ones in existence, there is no commercial dispatch. The serial number needs to be memorized and taken. Sentiments may sweep or not.

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tale: Horizontal Anxieties

That very day the Lizard peeled an eye open to a waning trample. The trample was of the unindentified and escapist sort, rhapsodic and haunting. As circumstantial as an occurrence may be, it appeared to the Lizard that from the most severe of angles she spotted a throbbing source and its rapidly ebbing reverberation: the ultimate fata morgana was toppling over the horizon. Soothed by such reflection of the image, the Lizard craned over her own strained neck and buried it among the sands.

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tale: GMT+1

The difference between the Lizard and a nonlizard embeds in manipulation. As some the Lizard manipulates time and matter, as at all a nonlizard manages times and numbers.

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tale: Solid Fears and Incompact Matters

The Lizard fell into a tremor. She slid her toes into the sand. The desert is a uniquely hygroscopic substance. It dries anxieties. It absorbs chills and attention. As time goes by the time slows down, amplitudes drop and calm infuses the air. The Lizard gathers the spirits off her shoulder and glides the wan shadows among the grains shaken off her front.

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———————————————by A.C., Pisa, Italy, 2003

LISKO FABLES or tales to win a legend – I

tale: Extirpation, Destabilization, Regeneration, Production, Promotion, Consumption

The Lizard is relatively strenuous to have anything wrested from; balance, in particular. Stoning (employed by trappous ornithologists) and blasting (NB the Lizard, whose skin may be quite smooth, exhibits a reversed succession of strata) are the two methods that apply. Balance regenerates leggardly as opposed to the tail. The Lizard Balance Extract is highly rated on asian markets.

tale: Holden Caulfield

The Lizard woke up into the first splashes of sun. She lapped a pensive gape, led around a squinted eye. Led on, led off, led up to the fields, where the winds lodge grasses to sleep. They force them on her. The lea shuns the light. It covers the air. That reptilian spirit of hers gives up, gives in and will give away among the blades.


tale:
Absolute Frequency & Relative Paradox

When the Lizard reaches the Desert, the rising sun is barely audible. Days of the Lizard cease sooner than the Whale’s belly empties. When the Lizard assents she has reached a destination, she bares her chest before the moon in a hasty rumination. No combining. No nictitating. No twinkling. No howling. She swivels an eye in a plane or two, she thrusts her tail down the sand. She seeks silence, extracts dreams from the Desert. She slips in the former, crawls in the latter. No pondering.

tale: Tomorrow

Ascertained that today is unmistakably growing over, and that the sun is lurking in the east and her lids yearn toward the south, the Lizard will seek comfort among the sands. Young and cheerful, the Lizard would cover the ellipsoidal head with her flaccid little taper appendage. Since it developed into a tail, the tail turned infrangible and the head solid, the Lizard roves about, coats the third eye with sand and when first mirages lean out from behind the horizon, the Lizard knows. It has begun.

————————– by A. C., 2003, Pisa, Italy ——————

Ingegnere – omaggio a Pasquale Giannino

Ho vissuto dieci anni in nero e mi passavano per dio, ladri, ladri su ladri che svenavano il coglione, tu padrone io coglione, tu calabro mafioso, tu pisano supponente, tu barone incarognito, tu puttana e io coglione, io coglione, io coglione. Baden Baden, Dachau dell’intelligenza, il palazzo della Normale sempre lindo e, dietro, la mensa piena di pidocchi, povera gente di Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Molise, Campania, coglioni, puttane, drogati, mafiosi, ingenui, arabi terroristi, organizzatori di partite di calcetto, ciclisti, veri studenti, credenti, rappresentanti degli studenti, rappresentanti dei rappresentanti degli studenti, ladri di biciclette, ladri di motorini, ladri di computer e cellulari, ipermercati, negozi col pane a dieci mila, ragazzotte in cerca di marito, ragazzotte in cerca di, ragazzotte, ragazzine, suore, chiese, chiese, chiese, chiostri, cinema, cineforum, cineclub, drogati, pure un assassino, dopolavoro ferroviario. Ecco, ho conosciuto gente seria al dlf! Ciao Nelusco, ciao Norina, vedete cosa sono diventato? Ero bravo al pallone e bravo con la rima. Ciao.

………… continua su http://www.nabanassar.com/corgiannino.pdf