DUE PURGHE – Angelo Rendo

La visione punge l’aldilà ed erode l’intelligenza. La tecnologia sintetizza l’estinzione.

QUARTE DI COPERTINA – Angelo Rendo

Non interessa a nessuno quanto mondo ci sia dentro un libro; dentro ogni riga che voglia farne uno, o rinnegarlo. Gli universi letterari hanno la capacità di gonfiare l’autore, meno di rispondere alla sua disintegrazione.
Non v’è cura che possa darsi, se il medico non cada malato.

UNA TARDONA – Angelo Rendo

Ho appena finito di erogare cinquanta centesimi di gas alla più vecchia del comprensorio. Quasi mia coetanea, del 1977, tedesca, tardona, maritata a un ottantenne, signore geloso e pignolo – il quale non c’è volta che non mi esorti a riempirla di più, a forzarne il serbatoio; e ogni volta, deluso, bofonchia Non è possibile, dovevano starvi almeno 5 litri, avanti rimetta la pistola per favore. Non posso, è un rischio forzare – quando arriva singhiozza, e non vede l’ora di fermarsi. Non vorrebbe più ripartire.

UNA TARDONA – Angelo Rendo

Ho appena finito di erogare cinquanta centesimi di gas alla più vecchia del comprensorio. Quasi mia coetanea, del 1977, tedesca, tardona, maritata a un ottantenne, signore geloso e pignolo – il quale non c’è volta che non mi esorti a riempirla di più, a forzarne il serbatoio; e ogni volta, deluso, bofonchia Non è possibile, dovevano starvi almeno 5 litri, avanti rimetta la pistola per favore. Non posso, è un rischio forzare – quando arriva singhiozza, e non vede l’ora di fermarsi. Non vorrebbe più ripartire.

IL SONNO DELL’ADOLESCENZA – Angelo Rendo

Noi non sappiamo da dove provenga. Non possiamo nemmeno lasciarci andare a dirlo. Nessuno può saperlo. Perché? Possiamo dirlo, questo? Non ricordo più, una volta lo ricordavo.

Mi passavano le loro poesie, d’amore e beat, io provavo un forte e malcelato imbarazzo – lo stesso di ora – e mi veniva da ridere, perché sentivo i miei diciassette anni, la mia eterna gioventù, lontana da ogni bisogno.

Fra ideologia, cuore e sballo battevo per un ordine delle cose che non centrava nulla. Ovunque finitezza e rapacità, l’una finiva ciò che l’altra arraffava, testimoni di un’epoca lenta e rapinosa.

I due giovani appassionati di poesia, dunque, avevano già trovato come dissigillare il forziere dell’adolescenza, mentre io studiavo cheto, e lasciavo che continuasse a dormire, quell’adolescente.