Una ricetta siciliana: “Ossa di morto” – Denis Montebello

[L’originale francese qui. Traduzione: Angelo Rendo]

Se si ha la fortuna di “trovare un osso”, in Sicilia e per giunta in quest’epoca, non è che si possa fare i preziosi, storcere la bocca dinanzi a un simile godimento.

Una cosa del genere a noi sembrerebbe un problema, una difficoltà insormontabile.

Per Boccaccio lo scheletro di Polifemo costituiva senza il minimo dubbio la prova che il grande Omero aveva visto bene – benché cieco – e aveva detto il vero. E Virgilio. E la Bibbia. Concordi. I giganti esistono.

Testimone un uomo, che nel 1371 ne scoprì – in una caverna nei pressi di Trapani – lo scheletro e tre enormi denti, poiché il resto, appena toccato, si ridusse in polvere. In cenere e polvere. Tre denti ancora interi mentre del cranio nessuna traccia. Del cranio di questi elefanti nani, con il foro della proboscide. Fossili così piccoli che sarebbe davvero impossibile considerarli i resti dei Ciclopi.

A Boccaccio non interessa sapere come essi siano giunti fin là dai tempi geologici, attraverso quale ponte o mezzo siano arrivati in Sicilia, dato che già non la popolavano. Se non erano i giganti che la abitavano.
Non gli interessa se si servirono della proboscide come un boccaglio, e se davvero gli elefanti sono possenti nuotatori – come si dice -.
Perché questi grandi pachidermi sono diventati nani? Nel loro patrimonio genetico era forse inscritta questa mutazione? Che cosa l’ha scatenata? Che cosa l’ha favorita?
L’ambiente dell’isola coi suoi spazi ridotti e le sue risorse alimentari limitate? La rarità se non addirittura l’assenza dei grandi predatori?
Boccaccio non si pone queste domande. Nulla scuote le sue certezze. Le ossa che dormivano in questa enorme grotta vicino Trapani sono quelle di Polifemo. Non demorderà da questo convincimento. E le proboscidine che gli si potrebbero presentare non gli farebbero cambiare idea.

Novanta centimetri al garrese per cento chili di peso, ma con grandi zanne. E’ l’Elephas Falconeri, che fa bella mostra di sé al Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa nella sala a lui riservata.

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Dalla vetrina da cui vi guarda con la sua unica e grande orbita, il piccolo mastodonte si mostra indifferente alla folla, al religioso rispetto che circonda il “Ciclope”. Non chiede il suo nome a Nessuno.

Lauretta, madonne praline e nostalgia – Francesco Poli su “La Stampa” di oggi

Da Allegretti racconta la religiosità della sua Sicilia
FRANCESCO POLI
TORINO
Una Madonna vivente contornata di fiori con accanto, al posto del neonato Gesù, un disordinato mucchietto di bastoncini del gioco del mikado. Con questa singolare performance, che allude alla fragilità e precarietà del nostro presente, si è inaugurata alla Galleria Allegretti di Torino, la personale di Francesco Lauretta, curata da Gabriella Serusi. La mostra, che unisce in un singolare mix ironia (a partire dal titolo «Lacrimogeni»), nostalgia, melanconia e disincantata critica antropologica, mette in scena una desolata visione della religiosità tradizionale siciliana incentrata sulla devozione alla Madonna, documentata attraverso una serie di grandi quadri, di verismo di matrice fotografica, che rappresentano vari simulacri nelle chiese o lungo le strade.

 

Questi dipinti, insieme ad alcuni scorci di squallidi e deserti paesi danno un’immagine straniata e senza tempo del sud più povero e tragicamente immobile. Immagine rafforzata da un video Gaudium et Spes che mostra la vita, le azioni e i gesti sempre uguali, di una coppia di vecchi nella stanza meno triste della casa, la cucina. Per alleggerire, in un certo senso, la tensione realistica di questi lavori, Lauretta ha esposto anche alcune opere con valenze più ludiche: una scultura che raffigura la Madonna completamente ricoperta di cioccolata e decorata con praline di zucchero multicolori: e degli aerei palloncini, anch’essi ricoperti di praline.. Opere che rimandano al ricordo delle feste religiose di paese. Nel suo insieme la mostra, con le sue variate modulazioni emotive, per la sua coerenza potrebbe essere considerata come un’unica grande installazione ambientale.

FRANCESCO LAURETTA. LACRIMOGENI
TORINO, GALLERIA ALLEGRETTI
FINO AL 20 MARZO

Lacrimogeni – Francesco Lauretta alla Galleria Allegretti Contemporanea di Torino dal 13/02 al 20/03/2009

FRANCESCO LAURETTA

LACRIMOGENI

a cura di Gabriella Serusi

Periodo: dal 13 febbraio al 20 marzo 2009

Inaugurazione: giovedì 12 febbraio alle ore 19

alla presenza dell’artista

La Galleria Allegretti Contemporanea è lieta di presentare per la prima volta nei propri spazi espositivi Lacrimogeni, una personale dell’artista siciliano Francesco Lauretta, a cura di Gabriella Serusi.

Conosciuto per i quadri suggestivi e stranianti, meticolosamente dipinti in stile quasi iperrealista a partire da fotografie, dedicati alla rappresentazione di personaggi o di grandi scene corali saldamente ancorate alla tradizione sacra o alla cultura profana della sua Sicilia, Francesco Lauretta (Ispica, 1964) porta avanti da anni una ricerca poetica e critica sul senso di appartenenza culturale, sulla riscoperta delle proprie radici, sull’identità e sulla capacità del linguaggio pittorico di raccontare, in rapporto al complesso sistema delle immagini contemporanee, tanto un mondo custodito nella memoria quanto la realtà attuale.

Lacrimogeni è il titolo di questo nuovo progetto, appositamente realizzato per la Galleria Allegretti di Torino. In mostra, vengono presentati cinque lavori pittorici di media e grande dimensione incentrati sul racconto di luoghi, personaggi, oggetti e situazioni strettamente connessi all’espressione delle proprie radici; un folto gruppo di piccoli disegni sul tema della preghiera; due installazioni dal sapore ludico; una scultura a forma di Madonna interamente ricoperta di cioccolato e decorata con praline di zucchero colorate; un video dal titolo Gaudium et Spes sul tema della famiglia. Infine una performance enigmatica intitolata Natività allo shangai, una sorta di presepe contemporaneo allegorico in cui la figura del Bambino Gesù è stata sostituita da un accrocchio di bastoncini (il gioco dello Shangai) posti a simbolo dell’avvento di un futuro incerto, caotico e casuale.

Lacrimogeni è una mostra complessa in cui si ritrovano accanto ai temi maggiormente indagati dall’artista e ai soggetti più conosciuti, nuovi spunti di riflessione sulla condizione attuale della famiglia, sulla malattia, sulla morte e sul dolore, sui concetti filosofici di nascita e destino. Alla rappresentazione ambigua di certa cultura religiosa cattolica, radicata nel vissuto e nella memoria personale dell’artista, si aggiunge la riflessione sul tempo presente, sullo svuotamento di significato di antichi riti e sull’affermazione di nuovi miti legati al consumismo e all’intrattenimento. In questo senso, la mostra si configura come “viaggio dentro l’uomo di oggi”.
Lacrimogeni – scrive Francesco – è una mostra per occhisenzasonno, è una lezione di economia esistenziale, una lotta contro lo spreco emotivo, un’occasione per vivere l’essenziale.” Ma Lacrimogeni è anche una mostra piena di poesia, venata di malinconica speranza, ironica e dissacrante, capace di fare riflettere non soltanto sulla condizione attuale dell’individuo nella società globalizzata ma anche sul ruolo dell’artista e sul rapporto fra realtà e rappresentazione della stessa.

Catalogo con testi di Gabriella Serusi e Francesco Lauretta disponibile in Galleria

Francesco Lauretta è nato ad Ispica (RG) nel 1964. Vive e lavora a Firenze.
Fra le mostre personali recenti, ricordiamo nel 2008 Wherever, centro ricreativo di quartiere, Galleria La Veronica, Modica; nel 2007 e nel 2004 quelle intitolate Privato e Le metafisiche presso la galleria Colombo di Milano; nel 2007, Scuola di pittura alla Galleria Civica di Trento e nel 2005 Finisterre a Palazzo Bricherasio, Torino; sempre nel 2005, Bubble Gum, presso la Galleria Carbone.to, Torino. Fra le mostre collettive recenti: nel 2008, XIII Biennale d’Arte Sacra Contemporanea, Museo Stauros, Santuario di S. Gabriele, Teramo; Immagine la vita, Spazio Gerra, Reggio Emilia; nel 2007, Premio Agenore Fabbri, Museo della Permanente, Milano/Stadtgalerie, Kiel/Kunstlerhaus, Graz, a cura della Fondazione VAF; nel 2006 videoREPORT ITALIA 04_05, Galleria Comunale di Monfalcone (GO); La donna Oggetto, Miti e metamorfosi al femminile 1900-2005, Castello Sforzesco, Vigevano (PV).



Galleria Allegretti Contemporanea

Apertura: dal martedì al sabato dalle 15:00 alle 19:00
Via San Francesco d’Assisi n. 14 – 10122 Torino

Tel. 011.50.69.646 – Fax. 011.55.38.799

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