G 7 TAORMINA – Angelo Rendo

Non inorridisco di tutta questa gente: ciao mi ha detto la moglie del primo ministro giapponese, la mano mi ha stretto la moglie del primo ministro francese. La carne appassisce alla luce del sole. Che si alterni il vuoto con la pneumatica è legge. E che non cada la lastra con l’epigrafe sul capo di noi tutti è solo questione di tempo. L’irrefrenabile porzione di pasta al forno che dai lidi della Plaja di Catania giunge alle lodi delle parnassiane giunture ciclopiche del potere.

Resistere alla creazione (intorno a ‘Odiare la poesia’, Ben Lerner, Sellerio) – Angelo Rendo

La parola ‘amore’ non necessita che di ‘nulla’. Ovvero della sparizione improvvisa di ogni calcolo. Perciò pronunciarla (scriverla), e per giunta come sigillo ultimo del libro – come fa Ben Lerner nel suo pamphlet “Odiare la poesia” – non è che lo svelamento di una pratica innocua. E di un poeta vecchio.
Che poi l’odio faccia cadere anzitempo i denti dell’ingranaggio poetico risulta manifesto dal tarlo poetologico di un’editoria prolassata.

Nel 2004 “La medietà” si chiudeva con una appendice di tre poesie, ‘Darsi la corda: contro la poesia’:

Ed essi che non l’ebbero, ed essi
che mai l’ebbero, non l’ebbero
conosciuta che fu, si ruppero
in branchi cadevano, capelli,
bianchi, di luce che terra dal nero
prendevano e prendevano, annusavano

tirare: sommo impiego fu
un farsi continuo di occhi,

come il miraggio ruppe il ritmo,
lo riconsacrò, il ritmo, venne
compiuta la stasi: la fuce.

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Distinguevano viscere, e creazioni
in astuzia, modo chiuso
qua, partono subito

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fuochi dell’aperta campagna, alluminio
di due stagioni far apparire l’età
come presente come dato altrimenti
la possibilità, che è pesante, si carica
dell’indocile, spinta, chiedere
fluidità al Padrone, quello grande

sua misura, mio rispetto.
mia misura, suo rispetto.

Cani borghesi e ricchi da mannara* – Angelo Rendo

Non ci vedevamo da tempo. E il cane, non sapendo chi fosse, gli faceva le feste.

– Hai visto chi c’è? C’è Rok! – gli diciamo.
– Chi?? Ah sì, ma è un cane troppo borghese, io ho quattro cani di mannara! – esclama beffardo con sufficienza.

Quindi ci saluta e se ne va. Col suo nuovo, fiammante Discovery Range Rover.

*mannara = gregge