nabanassar

Nabanassar è nato nel 2002

Nunciante – Francesco Lauretta per Andrea Di Marco

by Rendo

ANDREA DI MARCO. Endemico

11082750_10205626657859571_1603371557_n

[Ad Agrigento, presso FAM Fabbriche Chiaramontane, si celebra
a partire da Sabato 28 Marzo 2015 fino a Domenica 14 Giugno, a due anni dalla prematura scomparsa, Andrea Di Marco. In mostra trenta opere di uno tra i protagonisti della Scuola di Palermo.

Di seguito il testo in catalogo di Francesco Lauretta.]

Nell’assenza, si nota meglio il corpo. L’ora è misteriosa, quella con sole e notte, ma d’una notte che ricorda quanto un catafalco mostra, adornato come in festa, l’omaggio a quanta vita è trascorsa e a quanta morte, invece,  s’ingrassa. C’è l’ultimo in quel quadro. C’è del sacro anche, incenso quasi, evaporate  vite. Ho sentito questo attrito invisibile in visibilio davanti ai misteri, perché i misteri zampillano in esso:  se si osserva solo dentro il perimetro blu. Cosa rimarrà di noi? Cosa ci oltrepassa? E, davanti a quell’assorbente blu, a noi è lasciata la possibilità  di intonare un cantabile requiem. Lui, come un nunciante che se ne va: quel quadro che ci vede ci dice che noi, noi non possiamo sopravviverci.

Qui siamo intorno al blu.

Eppure c’è quanto basta. C’è luce. C’è infine l’abisso sulla luce. E’ finito e non, quest’opera. Non è firmata, non ancora. Quel non ancora è la nostra possibilità d’accesso. Quella luce, così nostra e differente, così differente dall’essere epigoni, lontana dai cavilli modaioli, è unica: di sola luce è pittura, qui.  E questa luce dice della resistenza, o r esistenza, o re esistenza. E con questa luce i corpi saranno di marzapane, dolci, evanescenti, inesistenti e cioè possibili nell’attrito dello stare ‘tra’:  vita (tra) morte.

Andrea sapeva, me lo aveva accennato, di questa follia dell’esistente. E la pittura è varco denso verso questo stare, è monumento che avvista il Tempo, sopratutti e sopra tutto. E’ stato un sollievo, per me, avere scoperto questo Blu. Non ancora, la sua firma come corpo mancante rende quest’opera inquieta; come il Cacciatore Gracco è unica e vagante sempre per noi, coristi di requiem.

Poetica (3) – Angelo Rendo

by Rendo

In quel punto, lì, proprio lì – non temere – dove la strada s’allarga, lì, accanto al pantano posavano le anime della distrazione, giganti forti del loro fuoco.

(Appòggiati al muro, se ti gira la testa, o alla mia spalla, pingue regina, ti condurrò per altra trazzera; e non crederti speciale, non metterti in posa; se hai da stare ferma, è bene, ma non pensare chissacché, per esempio di poggiare su una corda tesa, quella, sì, proprio quella a cui guarda l’impettito specialista; tu bolli.)

Federico De Leonardis: Erlebnis | Theca Gallery – Milano

by Rendo

“Federico De Leonardis: Erlebnis”

mostra personale a cura di Piero 1/2Botta

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
GIOVEDì 19 febbraio 2015
ore 18.30

SEDE DELLA MOSTRA

Theca Gallery
Via Tadino, 22

Milano (IT)

20124
DATE DELLA MOSTRA

19 febbraio | 11 aprile 2015

ORARI DELLA MOSTRA
Martedì – Venerdì | 14-20

Sabato | 14-19

Mattino | su appuntamento

INFO

+39 334.28.49.730
gallery@theca-art.com

INVITO FEDERICO DE LEONARDIS ERLEBNIS - THECA GALLERY - MILANO VIA TADINO 22 - ore 18.30 - giovedì 19 febbraio 2015-def.

Theca Gallery inaugura i suoi nuovi spazi, a Milano, attraverso la mostra di Federico De Leonardis: Erlebnis, curata dal giovane critico Piero 1/2Botta. Theca Gallery è una galleria d’arte contemporanea fondata due anni fa a Lugano (Svizzera), che oggi in piena controtendenza si sposta a Milano. La galleria è diretta e fondata da Andrea Carlo Alpini, giovane gallerista che vuole lavorare sul concetto di “stratificazione”. Ecco le parole con cui il gallerista spiega le motivazioni della spostamento della galleria dalla Svizzera all’Italia: “la decisione di spostare la galleria da Lugano a Milano è stata medita e sentita poiché sentivo la necessità di sviluppare mostre installative sempre più in rapporto con gli artisti e con il contesto culturale che mi appartiene”. Con l’esposizione di Federico De Leonardis: Erlebnis, s’inaugura anche la collana “Alphabet”, quaderni della galleria in cui saranno sempre raccolti un testo di presentazione del curatore, le immagini evocative delle opere che saranno presentate in galleria e un breve scritto introduttivo del gallerista. Federico De Leonardis per la mostra “ERLEBNIS” ha deciso di aprire una fessura tra i muri della galleria per installare un lavoro site specific nato appositamente per l’occasione: “Fessura in punto, linea e superficie”. Il protagonista della mostra non si vede: è lo spazio vuoto che si percepisce tra gli interstizi dei corpi installati da De Leonardis in galleria. Oltre all’installazione saranno presenti in galleria le opere Ossa di Shelley (Dante, 1989 – Petrarca, 1996 – Senofonte, 1996) e la prima opera realizzata dall’artista nel 1976 “Genesi della tagliatella”. Federico De Leonardis ha lavorato in precedenza con importanti gallerie attive sul mercato internazionale, si ricordano su tutte la Galleria Continua (San Gimignano), criticatamene è supportato da diverse figure tra gli altri Angela Madesani e Bruno Corà. In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo con le immagini delle opere installate in galleria. Dieci copie dello stesso saranno firmate dall’artista e disponibili per i collezionisti. Oltre al catalogo sarà disponibile, in galleria, per la consultazione tutta la bibliografia esistente sull’artista, dai cataloghi storici agli ultimi volumi editoriali: “Eclissi” (2014), quattr’anni di aforismi e “Tagliatelle” e oltre all’ultimo volume pubblicato: Extempora (2015).

foto nereo

Theca Gallery è galleria di arte contemporanea che attraverso le sue mostre e pubblicazioni indaga il concetto di “stratificazione”. La galleria ha organizzato mostre in Italia, Svizzera, Belgio, Lituania, USA, Ungheria. Tra gli artisti internazionali rappresentati: Federico de Leonardis, Jonathan Guaitamacchi, Mohsen Taasha Wahidi, Ohya Masaaki, Marco Mendeni, Carlo Buzzi, Orna Zahara Kazemi, Fabrizio Parachini e Aja Von Loper.

Federico De Leonardis è un artista concettuale italiano che esplora il tema dello spazio attraverso le installazioni ambientali e site-specific. Lavora prevalentemente con la scultura nelle sue diverse forme; predilige l’uso del marmo, del ferro, del calcestruzzo armato e della carta. È attivo inoltre attraverso la letteratura, tiene un blog (http://federicodeleonardis.tumblr.com/) in cui si esprime criticamente sul sistema dell’arte. Ha pubblicato diversi libri in cui indaga ed estende le sue ricerco sul concetto di spazio.

Poetica (2) – Angelo Rendo

by Rendo

La mente di Dio è senza parola, per lenti e vacui balbettii registra ad ognuno il proprio numero nel libro insperato. E da questo gli atti, le manomissioni, e le ghiere tra gli uni e le altre. Come un pugile che tiene fermo l’obiettivo, dissanguandolo, così guardo e prego.

Quel grumo, che è detto essere, non è detto. Di questo falso convincimento, che non è più falso, parlavamo a Pisa. In linea di massima ogni generazione ha la propria mente in Dio e non c’è dubbio che forzi nel girone i passi inutili della poesia.

Che poi non è che l’opera di un maldestro fabbro, il quale nell’agosto di fuoco salda la luce del sole alla più trita limatura del pensiero.

Poetica (1) – Angelo Rendo

by Rendo

Qualcosa di simile a una carrozza è il nulla; perché non propriamente una carrozza, non chiedetemelo. Ché forse il nulla trasporta la nullità? E dove è la nullità? Non c’è. Il moto eterno nel silenzio che si taglia.

Ho un ricordo minimo, del quale poco mi pento, dell’attività letteraria, sono sempre stato un pelandrone letterario, un puledrone da spavento. Ho affrontato la parola da laconico, letto per disperazione. In una terra non mia.

Più parli e più muori – Angelo Rendo

by Rendo

Quanto conta un principio, se l’inizio di ogni accadimento è spostato sempre più in là?

***

La sudditanza dell’aria al piombo rende possibile la vita. Più parli e più muori.

Il vasaio – Angelo Rendo

by Rendo

Apparve un vecchietto assai curvo. Aveva un basco calcato forte in testa e poco degli occhi si vedeva; un bastone a reggerlo, mentre al cielo teneva issata una pistola erogatrice. Riflesso sul vetro della porta che inquadrava l’altra parte.

*

E quindi dicevamo si spingevano, sgomitavano e rendevano infermi chi le toccava o sfiorava anche solo con la punta della lingua.

*

Cadde una foglia e tutti (persino gli assenti) presero a rincorrerla. Era una foglia di ficus americana, carnosa, sensuosa, ancheggiante. Quel nero tornito da vasai d’oltretomba.

*

Iniziò a contare e non la smise più. Spense ogni minima volontà di parola sua o che da altri veniva.

*

Quando una forza è slegata da qualsivoglia contrappeso, rimane crudamente celibe.

*

Si serrano le bocche, scrollare di spalle, boh, non so, nulla è successo, non c’è nessuno qui.

Né l’uno né l’altro – Angelo Rendo

by Rendo

Una legatura morbida, cedevole a aperture decise e compulsioni; facile a spaccarsi al mezzo e in ogni parte come fosse centro; e sensibile all’umido; a metà strada fra un inno ebraico e un inno cristiano, senza essere né l’uno né l’altro.

La presenza è potenza – Angelo Rendo

by Rendo

Arrivammo al punto. Le ragioni politiche a che si facessero gli accordi sottobanco erano ormai inesistenti. Per forza di cose la legittimità dei concetti più usurati decadde e con essa l’alta rappresentanza che il discorso letterario avrebbe dovuto incarnare. La carne non significa.

Un vuoto istituzionale – come una bruttura da caps lock attivato maldestramente mentre il corsivo vola – che riammetteva la maggioranza degli statisti europei a servirsi di Cartesio, riconducendolo ognuno nell’alveo di una tessitura nazionalpopolare.

Ogni forma di snobismo s’invera a guisa d’artiglio felino nell’apparato in via di formazione. Risultava dunque che le lagnanze sarebbero dovute pervenire agli uffici di segreteria allo stato di bozze.

L’ufficialità è un compito a cui lo scrittore (chi?? quanta facilità!) deve ottemperare: la presenza è potenza. Del ridicolo l’ultima proposizione ha la potenza, mentre la presenza è invisibile.

Un suono ci attraversa, nemmeno una maschera lo ferma coi suoi scampoli di debolezza, nulla che scenda a patti con esso. E non sono guai le resistenze a cui il suono ci costringe, in fogli stretti e lunghi? Misuriamo e ripartiamo.

Le forze non mediate – Angelo Rendo

by Rendo

Saranno sette le forze non mediate, quando un poeta grande esita.

La prima è al centro, la seconda sorge a destra rispetto a chi parla, che è a sinistra, la terza esce dal centro, la quarta è grande e toglie un punto all’altra metà, la quinta brucia, la sesta coglie all’improvviso, la settima è imprendibile.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 163 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: