Foggia o degli spazi pubblici terra di nessuno

Questa ondata di straccioni che viene dall’Africa, per lo piu’ innocua e con poca voglia di lavorare (altrimenti andrebbero in Nord Italia o, ancora meglio, in Germania), non potra’ fare molto altro danno che adeguarsi alla lenta deriva di tante citta’ italiane di sud e nord, che vivono in stato di semi abbandono in un’economia di cianfrusaglie, tessuti e attivita’ piu’ o meno illegali, a bassa innovazione e nullo plusvalore.

E mentre le cittadinanze indigene, sempre piu’ stanche, tirano avanti come possono in un welfare all’incontrario (tante pensioni a sostenere i giovani inoccupati, tanta evasione, diffusi privilegi settoriali), una piccola ma crescente fetta di individui altamente scolarizzati si sposta nell’ancora aperta economia immateriale per mezzo di un semplice telefono, una buona connessione internet e la capacita’ di fornire servizi a distanza sui mercati locali, nazionali ed internazionali: dall’ ingegneria e ricerca applicata, alle piu’ banali applicazioni per computer e telefonini. Il tutto a bassissimo costo iniziale e con solo tanta voglia di imparare e poi lavorare senza piangersi addosso.

In Inghilterra, per dire di un mondo che prendiamo giustamente a modello, dopo l’ultima crisi del 2008/9 il destino per i prossimi 10-15 anni pare quello della stagflazione, cioe’ alta inflazione e bassa crescita, con problemi comparabili ai nostri, anche di immigrazione: dai laboriosi ma poco creativi indiani agli scaltri, inaffidabili fanatici pakistani, fino ai numerosi e misteriosi cinesi che fanno vita a se’ senza che si capisca cosa fanno e dove prendono i soldi. Senza per questo voler parlare dei conflitti di religione e di quelli di classe tra la gente ricca del sud-est e le terre di nessuno, o quasi, del nord, con Liverpool, Manchester e Leeds che fanno invidia al nostro Veneto, quanto a gentile disposizione degli abitanti nei riguardi del diverso.

Quello che voglio dire, e’ che le trasformazioni a livello globale sono tali e talmente veloci, che il livellamento verso una soglia di reddito omogeneo su tutto il pianeta, reddito stimato in 700-800 dollari al mese, e’ l’unico macrofenomeno in grado di fermare le masse migratorie e rendere non piu’ conveniente lo spostarsi. E tale livellamento sta gia’ avvenendo. Quella cifra, peraltro, mette in crisi proprio noi occidentali, che mano mano vedremo ridursi i “diritti acquisiti” e diminuire il potere d’acquisto (appunto in scenario stagflattorio) dei nostri soldi.

E se in Cina gli stipendi medi sono gia’ 300 dollari al mese, la delocalizzazione prossima ventura sara’ in Africa, dove i cinesi stessi hanno gia’ innescato un processo di finlandizzazione comprando a basso costo interi Stati, provvedendoli di infrastrutture in cambio di manodopera ad ancor piu’ basso costo del loro.

Cosa c’entra tutto questo con l’episodio dei vigili aggrediti da abusivi africani in centro citta’ (http://www.foggiaefoggia.com/news/dettaglio.asp?id=18014)? Sostanzialmente c’entra, perche’ avviene nello spazio comune, pubblico, che e’ in stato di semi abbandono anche da parte di chi dovrebbe occuparsene di dovere (l’amministrazione, ma anche i cittadini stessi), terra ormai abbandonata in favore degli spazi privati, dove grazie alla crescente telematizzazione si consumano storie nettamente diverse, alcune negative ma tantissime positive, storie che sono un altro effetto della stessa globalizzazione che porta gli africani a Foggia ma molto meno appariscenti perche’ non fanno “notizia”. Storie di gente che abbandona volontariamente la rat-race delle metropoli per provare a crearsi un futuro al paesello a ritmi piu’ lenti ma piu’ focalizzati, perche’ in questa economia contraddittoria chi non ha capitale intellettuale e’ costretto a muoversi fisicamente, mentre chi lo ha si muove quando e perche’ puo’ scegliere.

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