All’inseguimento del demoniaco – Rendo legge Parente

Contronatura è un libro dello sforzo, di “un uomo finto e finito”. Di uno scrittore della fine, la cui “unica funzione nel mondo è quella di contribuire alla distruzione del mondo”. […]

Il libro è leggibile, fa strepiti, risulta innocuo. Con l’incessante ricorrere di seghe, pompini e stronzi cacati in bocca, Parente porta allo stremo la lingua, ne fa linguaggio da coazione a ripetere di una società pornografica. Contronatura, il tassello finale. […]

Tutto è dato, lo scrittore, assai estrovertito, dice troppo e tutto, prende per mano e non ti lascia più, pensa al posto tuo. E’ un libro aperto. Avvicinabile, nel risultato, a un manuale.

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22 risposte a "All’inseguimento del demoniaco – Rendo legge Parente"

  1. Ho letto il libro appena uscito, e trovo questa recensione molto pretestuosa e superficiale, perché conosco i riferimenti ai quali si vorrebbe a tradimento inchiodare Parente. Forse per il semplice fatto che l’autore stesso ha dichiarato pubblica stima per gli autori a cui viene avvicinato. Poco c’entra con Busi, che è vitalistico, ruspante e contadino, e poco con Moresco, visionario e anche antiscientifico, come invece è Parente. Contronatura è una tassello, un grande tassello, di un’opera come complessa che è quella di Parente, che per la prima volta coniuga la verità scientifica con una visione disperata dell’essere umano. Poco c’entrano Busi e Moresco, neppure nella lingua, che segue un’evoluzione precisa che si sposta inesorabilmente in ogni opera di Parente. Dentro, da docente quale sono, ci ho trovato molto illuminismo estremo (più d’Holbac che Voltaire), molto Proust, molto Beckett, Leopardi e Dostoevskij (citati anche in esergo) e poco di quei banali accostamenti che qui vengono proposti. Purtroppo, da sempre, grandi libri, d’arte di pensiero, hanno piccoli recensori. Mi spiace perché seguo abbastanza le recensioni di questo sito e i suoi articoli. Contronatura è un capolavoro, un libro che merita confronto e dibattiti, ma non queste cortine fumogene che offendono e freintendono tutti, Busi, Moresco e Parente, e mettono in luce solo la cattiva fede di chi ne scrive volendosi sovrapporre all’opera. Grazie per l’attenzione.
    Mirco Giardino.

  2. Giardino, grazie a lei; che dirle: se sui fatti testuali non e’ d’accordo col lettore Rendo, si tenga pure il suo capolavoro; leggeremo volentieri analisi ed ermeneutiche maggiormente aderenti al suo giudizio. Se ne avra’ voglia e le capitera’ di produrne una, la mandi pure a noi, la ospiteremo volentieri: l’indirizzo e’ redazione@nabanassar.com . Giuseppe Cornacchia.

    ps. ragazzi, vi ho mandato il bilingue

  3. Gentile Cornacchia, ho detto un dissenso, la ringrazio dell’invito, ma ho letto recensioni interessanti sul libro in questione, non credo che un mio scritto sia necessario. Come dire: sono d’accordo con il grosso pezzo del dilettante Edmondo Berselli che parla di “un’opera d’arte fondamentale” a proposito di Contronatura (l’ho comprato in seguito all’interesse suscitato in me da questa lettura) e non con il grande critico Rendo. Cose che succedono. I miei saluti,
    Mirco Giardino.

  4. Professor Giardino, eccomi! Salve e grazie per la partecipazione.

    Io sono un lettore. Confermo: Parente è un epigono. Ha fatto indigestione. Basta leggerlo, a prescindere dalle sue (di Parente) dichiarazioni di stima.

    Le rinnovo l’invito fatto da Cornacchia, mandi materia, sua o di altri, segnali pure su “Contronatura”.

    In rete ho trovato questa miseria:

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/La-video-tribu/2023287
    (Francamente inutile, è un lancio pubblicitario)

    http://www.teledurruti.it/?p=91
    (una marchetta)

    http://www.eumagazine.it/index.php?option=com_content&task=view&id=64184&Itemid=107

    http://mangialibri.com/?q=node/2702

    Su carta non so. Trascriva Giardino, per cortesia, che ne parliamo.

    Grazie,

    ARendo.

  5. Aggiornato il sito padre con lettura di angelo a “troppi paradisi” di walter siti (presto in blog) e il nuovo curriculum di gianluca; a meta’ settembre: 4 poesie da “Liverpool Poets 2008”, da me tradotte, edizioni erbacce-press.

  6. Parente oscilla tra nichilismo, scientismo-positivismo e superomismo alla rovescia.
    Scrive bene, ha un ampio vocabolario, sa epater les bourgeois… ma è noioso e contraddittorio…
    Ah, già… ci dirà che la contraddizione è il suo mestiere….
    Comunque chi ha bisogno di scrivere 500 pagine di parolacce per evidenziare il suo nichilismo ha fallito nel suo intento…
    Farà come Houellebecq… scriverà libri-fotocopia… le fotocopie ovviamente saranno peggiori dell’originale (già tutt’altro che eccelso)…. e continuerà a dire che sono opere d’arte…. Sì, Parente-Cervantes….
    La critica di Rendo è sintetica ma efficace e condivisibile.

  7. Tornando a “contronatura”: vedete, dedicare al libro tempo ed attenzione e’ gia’ un forte segnale di apertura; e scrivevo a Rendo tempo fa, che lo stesso Parente si sarebbe stupito di tanta attenzione… i discorsi su capolavoro, epigonismo o via di mezzo sono una valutazione normativa dello sforzo che puo’ trovarci concordi o discordi, senza che quel segnale di apertura (e fiducia nella parola) venga sminuito.

    Se lei, Giardino, insulta il “piccolo recensore” che non coglie il capolavoro, non sta esprimendo un dissenso, sta solo insultando una persona che il libro l’ha letto. Libro che e’ un oggetto morto se non ha intorno chi lo legge e lo commenta, anche aspramente; in un tempo nel quale i fatti organizzativi (dell’apparire: reading, festival, riviste, minime pubblicita’) prendono il sopravvento su quelli testuali, insultare il lettore mi pare una strategia miope. Anche per questo chiedevo un suo contributo. Saluti. Giuseppe Cornacchia

  8. “Dedicare al libro tempo e attenzione e già un forte segnale di apertura”??? Ma dico, siamo impazziti? E io che credevo di essere su un cazzo di sito per la letteratura del terzo millennio occidentale (già il sottotitolo mi doveva far riflettere effettivamente). I capolavori non sono opinabili. Come la verità.Contronatura è un capolavoro e dice la verità. Come fate a dire che il libro è leggibile e innocuo? E’ un libro illegibile invece, che non puoi fare a meno di leggere. E’ un libro che ti sfoglia dentro, lì dove risiede il tuo stronzo più profondo. Fa male, è una violenza, un oltraggio, un clistere, è disgustosamente vero, assoluto e finito. Non mi sembra che il prof. Giardino abbia insultato il lettore, anzi. L’ho trovato tiepidino. Lo faccio io però. Come ha fatto Parente con il suo libro. Come fa la vita con noi. Un libro così non merita una recensione così insulsa, che parla ancora banalmente di cazzi e pompini invece di piangere sui morbosi alluci di Naike, di farsi una sega disperata sull’ultimo bacio di Parente narratore, di innamorarsi di Madame Medusa. Io quel libro me lo vorrei mangiare. Ingoiarmi tutte le pagine. E’ diventato un’ossessione. Come solo i grandi capolavori riescono a fare. Non chiedo consensi. Solo rispetto per la Letteratura.

    Cordialmente
    Maya Franceschini

  9. cara maya, io non ho letto il libro, mi farebbe capire perché si tratta di un capolavoro? però cerchi di essere esaustiva e allo stesso tempo sintetica, mi dia delle tracce stilistiche e tecniche affinché io lo possa leggere (divorare, assorbire, ma di che cosa parliamo, di culinaria?)

    Gianluca D’Andrea

    p.s. se ha assorbito potrà anche espellere qualche parola in più sul testo.

  10. A me, lei, cara Maya Franceschini, appare ancora troppo innamorata, ha un lessico parentiano, tremebondemente lirico “a contrario”. Le chiedo, come già ha fatto più su Cornacchia, seguito da ARendo, di trascrivere materia su “Contronatura”. Non l’ha fatta il prof. Giardino, la faccia lei, con la solerzia donna, cortesemente, questa trascrizione, sarei molto contento si apra una discussione di sostanza.

    Un cordiale saluto,
    ARendo.

  11. Rendo e Cornacchia, per favore, smettete di punzecchiare i troll di Parente, che mi sembrate Lubrano e Funari!

  12. Esopo (ma firmarti no… che abbiamo fatto qui, la trolleria Motta?), ti ho cancellato un commento. Se hai dei problemi con Parente, risolviteli in privato; se vuoi esprimere il tuo non apprezzamento alla sua scrittura, hai altre e piu’ civili maniere per farlo. Buona continuazione. Giuseppe Cornacchia.

  13. Ringraziamo Cuigno.

    [Certo, a me continua a parere deprecabile il fatto che due/tre coinvolti nelle terre del Parente recensiscano uno sconvolto]

    Crespi, che in “Contronatura” è canzonato impietosamente, sciorina postille elogiative gonfie e di plastica, in puro stile domenicalesco. E’ tenero per sei postille, solo alla settima sbotta e si leva il dente cariato.

    Brullo è imbarazzante nel mostrare quanto vicendevolmente si possa esser capaci di profumarsi d’incenso. Lo scritto di Brullo, atteggiato, conduce al titillamento l’ego, già di suo “pompato”. Come più sopra la Franceschini, Brullo è un “innamorato”, un lirico “a contrario”.

    Buttafuoco che fa? Riassume per l’intero articolo la trama, dopo aver detto che “Contronatura” non è un romanzo. Infine, nelle ultime due righe schiaccia l’occhio e liquida Parente, senza aver detto un mazzuolo. Nulla. Tira una conclusione da “engagé” all’amatriciana o alla carbonara.

    Di nuovo grazie,

    Micio Macio di Bicio.

  14. E’ anche vero che Parente non puo’ vantare ne’ la cura ne’ l’esercito di fiancheggiatori che hanno alcuni altri molto attivi pure in rete; e che dunque, al confronto, appaia come un borghese di campagna o un impiegato pubblico in odore di imboscamento anonimo. Il nostro post e’ la prima discussione decente apparsa in rete, dunque indecente: che tornaconto pratico andavi mai cercando nel leggere “Contronatura”? Non averne uno -a certi occhi- e’ colpa ben piu’ grave del non avere apprezzato il libro.

  15. Consideravo il libro. Delle altre “contronaturalità”, della bagarre con Sgarbi – che, agli inizi, mi pare, corregetemi se sbaglio, fu suo mentore, o con il quale in qualche modo ebbe da fare – non mi interessa niente, sono giochi di società; il darne spazio è doppiamente da corte, o, meglio ancora, da vico.

  16. Ci ripensi signor Arendo, magari rileggendo la sua stroncatura così piccina e poi scorrendo quella che considera una marchetta firmata Davide Brullo. La differenza di stile è accecante, a suo sfavore, glielo assicuro.

    Non so perché Parente sia quasi totalmente boicottato dai media che contano, ma da parte di un recensore non notare la superiorità assoluta di “Contronatura” rispetto a quello che ci offre il panorama letterario italiano può significare soltanto due cose: la stupidità o l’invidia.

    Fate voi.

    «La letteratura non può dire altro che la propria opposizione alla vita» e alla mediocrità, aggiungo io.

  17. Arà, cuigno, non se la prenda, contento lei…

    Io credo che dovrebbe sorridere invece di lamentarsi.

    Ho letto da altra distanza. Si scorpori.

    Grazie ancora,

    Bicio Bacio di Micio.

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