Il genere prevale sul caso – Angelo Rendo

Molti fra i più prolifici e logorroici scrittori italiani contemporanei sono dei sessuomani. Scrivono di preti, scuole, seminari, università, bel mondo, haute société, sezioni, bagni pubblici, seghe, marchette, stupri, moralismi, tic e cit. Ripartiscono, separano, secano: ciò che l’intelletto fa quando spinge e ordina. Albinati, Arbasino, Busi, Mari, Moresco, Siti. Del primo, ad esempio, ieri ho distrattamente preso tra le mani “La scuola cattolica”. Nel retrocopertina l’autore sta in posa e un buchino nero gli resta al centro delle labbra. Tutto l’emerso respira. Apro a caso a pagina 193, e continuo a leggere fino a pagina 194. Albinati racconta come da adolescente al solo sentir nominare la parola CO-STU-ME (da bagno) mettesse mano al pistolino e corresse a masturbarsi. Di come fosse dotato di una “sensualità sconvolgente”.

Anche quando vi è sessuofobia, il genere prevale sul caso. La storia è solo un accidente.

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All’inseguimento del demoniaco – Rendo legge Parente

Contronatura è un libro dello sforzo, di “un uomo finto e finito”. Di uno scrittore della fine, la cui “unica funzione nel mondo è quella di contribuire alla distruzione del mondo”. […]

Il libro è leggibile, fa strepiti, risulta innocuo. Con l’incessante ricorrere di seghe, pompini e stronzi cacati in bocca, Parente porta allo stremo la lingua, ne fa linguaggio da coazione a ripetere di una società pornografica. Contronatura, il tassello finale. […]

Tutto è dato, lo scrittore, assai estrovertito, dice troppo e tutto, prende per mano e non ti lascia più, pensa al posto tuo. E’ un libro aperto. Avvicinabile, nel risultato, a un manuale.

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