Poesie di Santi Spadaro – da Pagine n.41, 2004

I CORPI ESTRANEI

Quando guardo il sole con un taglio
netto di mostarda
rivedo nel buio breve
la mia dolce radiografia:
canditi pezzi di plastica
mandorle e bottoni in fondo
i corpi estranei non lo sono
davvero e il mosto li lega
un corpo, due
il caldo che ci avvicina.

*

I RAPPORTI

E magari a un tavolino di caffè
tondo come una moneta, appena pulito
a parte le tue fresche ditate, arriva proprio lui
gessato con la cravatta sgargiante
– una stonatura sul resto, premeditata –
a dirti di lasciar perdere, di prendere
a pugni i morti e fare dormire il vivo.
E ti guarda come se quella cosa, sul cucchiaino
fosse davvero dolce.
Ma dorme davvero l’altro, poi?
Non strizza più del solito, gli occhi;
Alzagli la coperta: non stringe i pugni?
Leccagli la guancia: non sa di sale?

Altre poesie su: http://www.nabanassar.com/spadpagine41.pdf