Gianluca D’Andrea legge “Al mondo” di Teresa Zuccaro

L’UMILTÀ AMBIZIOSA: l’onestà delle parole

La lettura di una nuova raccolta di versi porta sempre ad uno straniamento, l’affermazione vale soprattutto per un’opera prima perché il lettore partecipa allo svelamento di un mondo “nuovo“ che inconsapevolmente colpisce zone in precedenza nascoste, appunto velate.
Nessuna eccezione per “Al Mondo”, anche se occorre precisare che lo spaesamento iniziale si mantiene durante la lettura, componimento dopo componimento.
Mi accingo a scoprire “un mondo” che mi rende partecipe della mia estraneità.

continua su http://www.nabanassar.com/almondo.pdf

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