Da “La superpotenza”, le poesie di Giuseppe Cornacchia – (XV) Metodo

[Ho scritto poesie tra i venti e i trent’anni, quest’anno ne compio quaranta: e’ il momento di una prima verifica di tenuta. Presentero’ in questa rubrica i venticinque testi inseriti nel recente volume “La superpotenza” (2012, ed. ilmiolibro.it) e raccolti sotto il titolo “Dell’iris ho il tramorto”. Costituiscono, a questo momento, il corpus ufficiale della mia produzione. A voi. GiusCo]

METODO

Se più modelli ammettono un fenomeno
non sono indipendenti, dunque ragioniamo
andando al nocciolo. Ma il fenomeno?
Allora ragioniamo sul fenomeno
a prescindere dal nocciolo.
Ragionare sul fenomeno che abbiamo
centra il nocciolo? Potremmo non servircene,
non accorgercene.
Dato il nocciolo, quanto è semplice
lo studio di un fenomeno?
Il mio fenomeno??
Sul fenomeno invento un nocciolo locale.
Dato un nocciolo, ricavo i suoi fenomeni;
dato un nocciolo, adatto un mio fenomeno.
Ragiono sul fenomeno e il mio fenomeno:
sono uguali? Ragionevolmente uguali?
Ragiono sul fenomeno in via del nocciolo.

Penso al nocciolo. Penso, penso, penso
partendo dal fenomeno.
Penso al nocciolo. Penso al nocciolo.
Penso al nocciolo partendo dal fenomeno
o invento un nocciolo che regga il mio fenomeno?
Un nocciolo, fenomeni;
un fenomeno, il mio nocciolo locale;
più fenomeni, più noccioli locali.
Dai noccioli locali il solo nocciolo, se c’è.
Dal nocciolo fenomeni,
il mio fenomeno. E il fenomeno?
Un fenomeno è il mio fenomeno
ma il fenomeno è un fenomeno?
Dal mio nocciolo locale il solo nocciolo:
ho inventato un nocciolo locale
cercando di scoprire il solo nocciolo.
Cercando di scoprire il solo nocciolo
ho inventato un nocciolo locale
che regge il mio fenomeno.
Adottando con giustezza un fenomeno reale
ho fatto una scoperta.
Studiare serve.
Sapere di fenomeni serve ad inventare
scoprendo in via indiretta.

© Giuseppe Cornacchia

Pubblicata su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

Annunci

Metodo – poesia del nocciolo

di Giuseppe Cornacchia

Se più modelli ammettono un fenomeno
non sono indipendenti, dunque ragioniamo
andando al nocciolo. Ma il fenomeno?
Allora ragioniamo sul fenomeno
a prescindere dal nocciolo.
Ragionare sul fenomeno che abbiamo
centra il nocciolo? Potremmo non servircene,
non accorgercene.
Dato il nocciolo, quanto è semplice
lo studio di un fenomeno?
Il mio fenomeno??
Sul fenomeno invento un nocciolo locale.
Dato un nocciolo, ricavo i suoi fenomeni;
dato un nocciolo, adatto un mio fenomeno.
Ragiono sul fenomeno e il mio fenomeno:
sono uguali? Ragionevolmente uguali?
Ragiono sul fenomeno in via del nocciolo.

Penso al nocciolo. Penso, penso, penso
partendo dal fenomeno.
Penso al nocciolo. Penso al nocciolo.
Penso al nocciolo partendo dal fenomeno
o invento un nocciolo che regga il mio fenomeno?
Un nocciolo, fenomeni;
un fenomeno, il mio nocciolo locale;
più fenomeni, più noccioli locali.
Dai noccioli locali il solo nocciolo, se c’è.
Dal nocciolo fenomeni,
il mio fenomeno. E il fenomeno?
Un fenomeno è il mio fenomeno
ma il fenomeno è un fenomeno?
Dal mio nocciolo locale il solo nocciolo:
ho inventato un nocciolo locale
cercando di scoprire il solo nocciolo.
Cercando di scoprire il solo nocciolo
ho inventato un nocciolo locale
che regge il mio fenomeno.
Adottando con giustezza un fenomeno reale
ho fatto una scoperta.
Studiare serve.
Sapere di fenomeni serve ad inventare
scoprendo in via indiretta.

****

traduzione di Chiara De Luca e Gray Sutherland, con la collaborazione di Judy Swann (2007)

If more models accept a phenomenon
they are not independent, so, let’s think
going to the core. But the phenomenon?
Well, let’s think about the phenomenon then,
regardless of the core.
Thinking about the phenomenon we have
does the core have anything to do with it?
We could do without using it,
without even realizing it.
Given the core, how simple is the study
of a phenomenon?
Of my phenomenon??
For the phenomenon I invent a local core.
Given the core I derive its phenomena;
given a core, I adapt my phenomenon.
I think about the phenomenon and my phenomenon:
are they the same? Reasonably the same?
I think about the phenomenon for the core.

I think of the core. I think, I think, I think
starting from the phenomenon.
I think of the core. I think of the core.
I think of the core starting from the phenomenon
Or do I invent a core to support my phenomenon?
A core, phenomena;
a phenomenon, my local core;
more phenomena, more local cores.
From the local cores the only core, if there is one.
From the core phenomena,
my phenomenon. And the phenomenon?
A phenomenon is my phenomenon
but is the phenomenon a phenomenon?
From my local core the only core:
I have invented a local core
trying to discover the only core.
Trying to discover the only core
I have invented a local core
that supports my phenomenon.
Rightly adopting a real phenomenon
I have made a discovery. Studying is useful.
Knowing phenomena is useful for inventing things
discovering indirectly.

—-

pubblicata su carta da Fara Editrice nel 2006 ed Erbacce Press nel 2007 (forse la mia sola poesia che lascerei ai posteri. GiusCo)

METODO – reprise

Ho smesso di commentare nei blog e sto raccogliendo integralmente i miei sei anni di presenza nel loggione in Nazione Indiana. Tale “Stupidaire”, o delle mirabolanti punture di GiusCo, verra’ presto rilasciato in .pdf quale ennesimo ed ultimo esperimento individuale di scrittura piana e in italiano. Che GiusCo possa considerarsi una persona letteraria e non la saccente versione telematica dell’uomo Giuseppe Cornacchia, sara’ simpatico valutare a tempo debito.

Nella trascrizione fedele della GiusCo-eide, risalendo dai primissimi post del 2003 ormai qualche settimana fa (dopo l’ultima e fatale baruffa col commentatore Salvatore D’Angelo) sono oggi arrivato al 5 novembre 2007, data in cui Andrea Raos mise online la mia METODO e la prima traduzione inglese (a cura di Chiara De Luca, Gray Sutherland, Judy Swann), che poi sarebbe confluita leggermente modificata nell’Ottonale bilingue pubblicato da Erbacce Press, Liverpool, 2008.

Ripropongo quel post per i commenti, nei quali si discusse soprattutto la traduzione del termine italiano nocciolo con core, preso dal gergo nucleare. Una sorpresa fu l’intervento di Adeodato Piazza Nicolai, a confermare che i blog, alcuni blog, sono davvero letti da un numero silenzioso di intellettuali non ancora disposti a scendere nell’arena dove hanno battagliato i GiusCo & affini, se non in casi del tutto eccezionali. Peraltro, il garbo di Piazza Nicolai e’ raro e non si impara in accademia.

Trovate il post qui: poesia del METODO su Nazione Indiana