Incantata XXI, XXIII – Paul Muldoon, 1994 (14)

In cantata

XXI

Ti sconvolgerebbe l’idea del tuo spirito attaccato
a questa vita come un aereo alla sua scia
nel cielo blu: perche’, diresti, non c’e’ nulla, ma nulla
oltre e sopra il cielo stesso, solo uno strato di nubi
riflesso in mille laghi: sai, si dice che Minnesota
significhi ‘Acqua colore del cielo’, che il cielo
sia un grande blocco di granito o ferro, che potrebbe
in qualche modo ricomporsi a cio’ che era, miniera.

XXIII

Il fatto che volessi suicidarti ancora giovane
perche’ cosi’ era dovuto, riempie gli occhi di lacrime:
mi rifugio con Belacqua
Lucky e Pozzo nell’Accacca-
demia di Antropopometria cercando di capire
il quaquaquaqua della tua bocca a patata, quella bocca
tanto delicata quanto piena di autodisgusto
col suo quaquaquaqua, col suo quoquoquoquoquoquoquoquo.

—-
Paul Muldoon, The Annals of Chile, 1994, trad. Giuseppe Cornacchia, 2010, diritti riservati

XXI pubblicata su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

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