UN PALO – Angelo Rendo

Un palo della luce copre una minima porzione di mare, che una cerniera lontano sovrasta e per sempre chiude. Alla sua sinistra, un grande vaso di plastica, senza convinzione alcuna, ospita una meditabonda e smunta cycas; ha un fianco fessurato, e si strugge di non poter osservare il volo di un gabbiano, essendo storto, ferito e chiuso alla vista da un prepotente sedile in pietra di Comiso. Del muretto, in basso, infero, non conta fare parola, è bassissimo e lacrimoso. Gli oleandri e le palme nane, a destra, invece, trattengono i venti di ponente e fanno ombra, mentre il cocus, ritto nel tronco ma spazientito nelle chiome, mira al palo, alla sua inerzia.

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