LA DIVINITÀ DELL’EFFIMERO – Angelo Rendo

Che qualcuno scriva di un altro che scrive o ha scritto è condanna. Dire bene, o male, di qualcuno che ha vissuto, tramandarne la memoria mediando è questo il male. Che ogni ingegno passi senza che alcuno lo fermi. Discretamente io o l’altro renderemo grazie a chi ci ha preceduto, ma non in pubblico: stretto riserbo nel cuore. Che non si sappia del nostro rapporto è quanto vuole la divinità dell’effimero.

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