IL SONNO DELL’ADOLESCENZA – Angelo Rendo

Noi non sappiamo da dove provenga. Non possiamo nemmeno lasciarci andare a dirlo. Nessuno può saperlo. Perché? Possiamo dirlo, questo? Non ricordo più, una volta lo ricordavo.

Mi passavano le loro poesie, d’amore e beat, io provavo un forte e malcelato imbarazzo – lo stesso di ora – e mi veniva da ridere, perché sentivo i miei diciassette anni, la mia eterna gioventù, lontana da ogni bisogno.

Fra ideologia, cuore e sballo battevo per un ordine delle cose che non centrava nulla. Ovunque finitezza e rapacità, l’una finiva ciò che l’altra arraffava, testimoni di un’epoca lenta e rapinosa.

I due giovani appassionati di poesia, dunque, avevano già trovato come dissigillare il forziere dell’adolescenza, mentre io studiavo cheto, e lasciavo che continuasse a dormire, quell’adolescente.

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