PUGNI CHIUSI – Angelo Rendo

Teneva i pugni chiusi, si temeva a immaginarseli aperti. Non vi era immoralità, o istinto malvagio, nella determinazione dimostrata di fronte al pericolo; siamo sempre in pericolo. Onesto, disgorgava l’odio, che ostruisce il passo di ogni uomo che cammina teso teso.

Non ritorna chi è attratto dalla logica. E lui era fra quelli che trovarono rifugio nella venerabile sfera dell’intenzione.

Non bisogna mentire in presenza dei resti della carità. Nel condizionamento non c’è nulla da vedere, solo l’ira diventa sostanza e confine di vita.

Noi tutti abbiamo avuto un buon amico, la cui gentilezza è scomparsa nel pozzo dell’orgoglio.

L’uomo rimane deluso, se cessa di accompagnarsi all’uscita, quell’ostacolo, che altri chiamano abbandono, non è che convenzione.

Chiunque stia coi pugni chiusi, sa che l’austerità si manifesta col torpore, ha un codice e conduce l’ansia alla fine del dubbio.

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