UN’ADORABILE PROPENSIONE ALLA VITA – Angelo Rendo

(Iscrizione ellenistica su pietra calcarea, Antiquarium, Teatro greco-romano di Taormina)

Si tratta di un altare, dedicato a Hestia da Karneades, sua moglie Pythias e dalla figlia Eraso, presso il tempio di Serapide, scoperto nel 1861 all’interno della Chiesa di San Pancrazio a Taormina.

Il testo: “Accanto a queste mura di Serapide, il guardiano del tempio Karneades di Barca, figlio di Eukritos, la sua sposa Pythias e sua figlia Eraso hanno eretto a Hestia un altare; come ricompensa per questo, o tu che governi le meravigliose dimore di Zeus, concedi loro un’adorabile propensione alla vita”.

***
La chiusa finale, letteralmente tradotta, verrebbe: “possano loro avere sempre una vita felice e prospera.”
Ma quanto meravigliosa ed emozionante iunctura (“un’adorabile propensione alla vita”) ha tratto fuori da quel blocco di pietra l’anonimo traduttore facebookiano.

La traduzione è chiaramente forzata. Ma pendere avanti, rimanere sospesi tra la certezza di esser vivi e il dubbio di non esserlo, quasi sentirne il nodo alla gola, non possono che rendere degna di adorazione l’attitudine alla sospensione, alla inclinazione, all’intenzione di onorarla, la vita. Mettere in mani umane ciò che è del divino e ad esso è stato tolto.

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