AMICO – Angelo Rendo

Non mi era mai capitato, men che meno al lavoro, di dover tenere a bada uno scalmanato appellandolo AMICO.
AMICO, per favore, intanto abbassa la voce e smettila di gridare. Ma quale amico, tu non sei mio amico.
Amico – mi accorgo dopo – non è il miglior modo per placare l’animo. Ecco come traduce subitaneamente la testa in stato di alterazione che lo riceve e capta: TESTA DI CAZZO, finiscila di tormentarmi, e smamma, miserabile. Non sono la tua mamma. Non distribuisco paghette a minchia piena.

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