Militello Val di Catania – Angelo Rendo

La verità non va difesa sentenziava un colto sessantenne, avventore del bar, accanto a noi seduto con un più giovane amico, a mezzogiorno a Militello Val di Catania. E il paese ancor più si distendeva nel giorno di San Giuseppe sotto un sole benedetto. Tranquilla, ordinata la cittadina, senza belletto alcuno. Austera e retta, dalla Fontana della Zizza passando per la caelicola Santa Maria della Stella e San Nicolò di magnificente linearità fino alla chiesa di San Benedetto Abate con l’annesso monastero, sede del Municipio, autorevole e mai lezioso tardobarocco, cedevole all’impianto medievale che tuttora tiene in pugno Militello.

Per la verità è degno di nota anche il laminato di alluminio rosso scuro. Ripara le facciate di molte case, e ferisce il volto luminoso di questa perla del basso Catanese, o alto Ragusano che dir si voglia. La tiene in pugno. Ma è d’uso comune anche a Scordia e a Grammichele, mi accorgo, rivestire del più bell’abito le case (del Calatino, per dirla giusta).

Pale eoliche intimidenti, asini festanti, mandorli in fiore e aranceti a perdita d’occhio, e una comunità tutta stretta intorno al comiziante sindaco Burtone, infine, hanno aperto e chiuso la levata domenicale, rinnovellando che del centro non si fa strame.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...