PIÙ CERVELLO – Angelo Rendo

Quando si è poco o nulla corrotti dalle naturali e proterve infamie del tempo, l’orecchio diventa più grande, e le parole altrui affluiscono copiose, o esso stesso si stacca e cade nel punto in cui sente ghiotto l’argomento.

Un uomo anziano, un settantenne, più o meno, deciso affermava – rivolgendosi stretto a un altro uomo, poco più grande – che, se il creatore gli avesse chiesto cosa avrebbe desiderato in un’altra vita, lui avrebbe risposto senza esitazione: “Più cervello”. Di portare una testa tanta quanto la minchia tanta di Frank Zappa.

Eravamo lungo una via principale, e non c’era verso di arrancare con lo stupore dei poeti. Più cervello è un sottile modulo di ingresso nell’alfaomega dei primi alfabeti, nelle risacche del nonsenso, dentro un canto demonico, che più di fuoco fa il dio meno appare discorso umano.

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