Il male – Angelo Rendo

Si può credere a tutto, è bene dunque si creda anche a questo. Che sia un racconto dubito, è finto, più vero di quel che scriverò, e farei del male all’autore, lo richiamerei in vita, se dicessi che non è vero. Ma che non sia più è certo? Ed è vero che disse quel che disse, se, pur essendo passato, non visse. E chi lo conobbe ne ebbe come beneficio il racconto, l’aneddoto, la follia travestita da legge? Arrivava sempre per primo, e bisognava nascondersi. Non lui, che ereditò il privilegio del male.
Si racconta che nel chiuso della sua stanza presidenziale dicesse di provare inquietudine, di stare male quelle magre volte in cui non riusciva a lasciare agire il male, i suoi grossi malefici contro le sponde silenti dell’intelletto nudo. Stava male, si sentiva male, aveva giramenti di testa, trasalimenti, quando chiudeva la giornata senza far male a nessuno.

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