Sfide – Angelo Rendo

A Pisa, prima di spegnere la luce, nella stanza che condividevamo con un amico, le serate passarono anche così: distesi pancia in giù sul letto, testa ai piedi, piedi alla testa.

Al centro della stanza veniva raccolta parte dei batuffoloni di polvere dimorante sotto i letti: lo strumento di gioco.

Sistemati nel centro esatto del ciclone, le timide lanugini subivano l’assalto polmonare. Soffiavamo senza posa, affinché dal centrocampo rotolassero sbilenche nella porta immaginaria dell’avversario. E la linea di porta era data dalla proiezione a piombo della barra laterale dei letti.

Il vincitore veniva decretato l’indomani.

Chi tossiva di più e/o starnutiva di più e/o si ritrovava più caccole nel naso (ne predisponevamo la conta) era il perdente.

Serenate – Angelo Rendo

Cifra del nazionalpopolare, Cutugno contiene tutte le voglie, abbraccia tutti i facitori di layers – dai più intellettualmente saturi ai più sentimentali, dai più arguti ai più sottili militanti d’apparato – fa cantare polli, fagiani, pavoni e galli.

‘Bella ciao’, invece, non è una serenata per pensionati. Che la si distorca cognitivamente, non fa che abbassare i profili istituzionali. In tal caso, la memoria dell’antifascismo presta il fianco alla propaganda preelettorale. E ci rende capponi tutti. Italiani veri. Brividi.

(Elezioni politiche italiane del 2018) – Angelo Rendo

Se due forze premono dall’una e dall’altra parte sul superorganismo che le assorbe e guida ma non arrivano allo scontro; e se la più forte fra le due non riesce a prevalere, perché la più ipocrita, la terza, la blocca, accordandosi con quella ad una delle due apparentemente avversa, giocoforza un grande bluff eroderà la rendita.