Sfide – Angelo Rendo

A Pisa, prima di spegnere la luce, nella stanza che condividevamo con un amico, le serate passarono anche così: distesi pancia in giù sul letto, testa ai piedi, piedi alla testa.

Al centro della stanza veniva raccolta parte dei batuffoloni di polvere dimorante sotto i letti: lo strumento di gioco.

Sistemati nel centro esatto del ciclone, le timide lanugini subivano l’assalto polmonare. Soffiavamo senza posa, affinché dal centrocampo rotolassero sbilenche nella porta immaginaria dell’avversario. E la linea di porta era data dalla proiezione a piombo della barra laterale dei letti.

Il vincitore veniva decretato l’indomani.

Chi tossiva di più e/o starnutiva di più e/o si ritrovava più caccole nel naso (ne predisponevamo la conta) era il perdente.

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