Il triste virtuoso – Angelo Rendo

Chi ama la virtù si sforza di essere sempre un passo oltre rispetto alla linea inoltrepassabile. Prima di ogni altra opera, filtra. Al centro, gonfia i polmoni e fa sottile la voce, fa che sparisca.

Come punto da un tafano, ha molta cura e circospezione, non gli mancano l’ardore, i bollori e l’appetito fuori dal comune; insegue la virtù, non la lascia per corto, la tallona, la blandisce. Sollecito, pieno di scrupoli, non arretra dinanzi alla costa, la invade col suo animo fintamente delicato. Fallo per lei gli grida in testa una vocina assai zelante. Spinto ad atti emulativi, esibisce la sua lucente vanità sul palco abusato del buon nome.

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