Il suono della biografia – Angelo Rendo

Perdo l’ubi consistam, quando mi capita di leggere nelle note biografiche: “Sue poesie sono state tradotte in ceco, lituano, inglese e spagnolo”; (e potremmo aggiungere qualsiasi altro idioma, manco a dirlo). A chi importa? Più alle confraternite di poeti che a un lettore motivato, serio e fuori da qualsivoglia gioco.
Ogni grandezza è realmente misurabile, ovvero traducibile, solo se non vi è coscienza di minorità. Dove la dominante, se della preterizione non si sa far uso? È il grado sensibile a dissonare; invece di riconoscere i plurimi gradi coi loro giri armonici, si è tentati dal primo piolo della scala. Che traballa. E serve al ruzzolone.

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