Io vorrei visitare il mondo – Angelo Rendo

La tentazione di entrare nel mondo è un atto troppo mondano. Nonostante mi sforzi a inforcare gli occhiali, non vedo nulla.

Petunia Ollister, di cui il 12 marzo per la prima volta ho letto la rubrica (#bookbreakfast) su Robinson, trae dall’antologia illustrata dal titolo “75 litri” (www.madebytuta.com) la seguente citazione: “Sono state sottoposte agli artisti queste domande: immagina di partire per un lungo viaggio dal quale forse non tornerai mai, qual è il luogo che vorresti visitare? Come organizzeresti il tuo zaino? Quali oggetti porteresti con te? E quali mappe? A chi manderesti una cartolina?”

Io vorrei visitare il mondo. Senza zaino e senza mappe, e al diavolo le cartoline.
Una delle tesi più accreditate è che vi sia somma sapienza al mondo, che sia una gemma dentro il castone.
Ma nessuno sa cosa sia il mondo e dove si trovi, nessuno di noi viventi vi è stato destinato, per quanto talora alcuni si gettino in avanti alla ricerca di qualche crepa e la intonino a Dio, senza di fatto rivolgerglisi.

Sospetto che gli instagramers siano una nuova comunità apostolica e che le loro faccende siano in mano al capitale immaginivoro. La labilità del mondo entrato in uno specchio, che riflette un surrogato di vita.

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