È sputato me – Angelo Rendo

Sin dall’adolescenza non ho avuto altro strumento. Qualsiasi ammennicolo entrasse, usciva subito stritolato dal principio di realtà. Ora sono cosa.

Mentre tutti si applicavano, nell’intento di migliorare la specie umana, io non mi chiedevo nulla. Il cielo mi ha sputato, la terra parato.

Sebbene il viso di norma si mostri eterno, io corro presto ai piedi. Alla scarpa. Più è fine più divento cosa.

Non parlo che con chi scrive, non con chi di continuo mi o vi strizza l’occhio. Se ha scarpe grosse, se carica a testa alta. E il piede pronto ha al calcinculo. È sputato me.

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