Fronte e retro – Angelo Rendo

Nella prosa mancano i vuoti campi gravitazionali, il discorso ammicca ad una compiutezza da pattern.

Nella poesia, invece, c’è l’errore – evidente all’occhio prima ancora che all’orecchio – un’oscura coltre del respiro, che genera fallimentari cadute, allentamenti. O riprovevoli altezze.

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