L’interesse della disappartenenza – Angelo Rendo

Non può che dirsi quello che si dice, se ciascuno parte da dove è arrivato. Così, chi si vede sprezzantemente le viste, mimando la sua disappartenenza al genere umano, al contrario, annotandola beffardamente, sta certificando a morte la sua appartenenza. Controlla a zona un luogo di disappartenenza.

La differenza che intercorre fra le due specie – alle quali si fa cenno nella discrezione che è consona a chi lavora con costanza in un campo aperto – è specificata dal pieno presupposto che non si ha onore senza galateo. E che il peso specifico vale zero al netto delle applicazioni.

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