L’alloro – Angelo Rendo

Un nugoletto assai sguaiato di individui dall’accento comisano nel piazzale, sotto il balcone, alle 15:00, attende da mezz’ora altri simili. Quando, finalmente e fortunatamente, i ritardatari arrivano, uno del gruppo – che aveva fatto il tempo – svetta sul già greve vociare degli altri con un ottonario aureo : “Chi ti manciasti ‘nu squalu?” – per il nuovo arrivato. Meritava l’alloro. Ma è chiuso, essiccato in una boccetta, perfido lenitivo.

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