Lo stitico e il prodigo – Angelo Rendo

Lo stitico parla poco e ascolta assai, mangia tanto senza accorgersene. Si guarda. Stipa i sentimenti nel canto largo di una lussuria segreta. Teme, ha sussulti al cuore. Giustifica ogni azione soppesando parole e ragioni. Quando caca si dispera, ignora che il cesso non sente ragioni.

Il prodigo, invece, lascia che la mandria vada avanti. Cerca il male e non lo trova. Non fa caso né testo, ultimamente non è in giro, s’è stancato. A fuoco! Non provava più piacere. ‘Che facessero le zecche tutti i computatori. Puh!’ – stizzoso allo stitico seduto e pensieroso.

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