Campo di forze – Angelo Rendo

Chi crede di essere consustanziale all’eterno cammina col passo bacato dall’orgoglio. Ha voce fangosa e un nido di api al collo.

L’occhio che disintegra l’umano non aspetta il tempo ipocrita della scaltrezza.

Abbiamo visto poco, ci siamo fermati all’inferno.

La notte di Benedetti Michelangeli non finisce mai, aperta com’è sul campo di forza dell’oblio, la memoria autentica.

La metamorfosi incombe su chi non vede le proprie ragioni.

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