Se passa l’angelo – Angelo Rendo

Mi sono scoperto imbambolato, con due assi, intersecantisi nel punto più stretto fra occhio e occhio, saldati – uno, l’asse verticale – alla fronte, l’altro, all’ombelico. Accade sempre questo, quando passa l’angelo. Che gli oleandri, storditi dal vento, i pini marini, pacati, portino la pace, a voce bassa. Al di là del visibile, quattro specchi. Assorbivano la bava del mio labbro cadente.

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