Becchime – Angelo Rendo

{Questa serie di poesie non potrebbe avere altra destinazione che questa. Dove la metti e metti, sta, a patto che non si consideri il divieto posto dall’urbanità alle visioni d’occorrenza una “triste piega”. A questa pensano i becchini. A.R.}

IL PAVONE

Da ciò che non si dice forma
La cadenza che taglia il ponte

Con l’ostensione si va
In coda.

IL NEGATIVO

Guardando il negativo appare
Un animale al quale
Poter dire nulla
È concesso.

CONTROLLORI

A quattro a quattro premevano
Tenendo cresta e foro
Piedi in una forma

E triste piega.

NERO

Arrivano sempre ch’ogni
Giorno è poco
E sempre dicono
Che a far luce è nero.

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