La rovina è l’uomo – Angelo Rendo

Non è che la prefigurazione di uno stolido e attempato signore senza passato e col futuro da sempre alle spalle; e col presente che è passato. Non un miracolo, ma lo stato d’eccezione fattosi legge, l’uno e l’altro essendo la cosa stessa.

L’uomo è la rovina.

Ma la divina violenza latente – che si sposa col diritto del “politico”, ovvero le ingerenze dell’ordine, padrone e schiavo al contempo – non ha governo, se non quello imposto dall’onda totalitaria che annega le civiltà in attesa dell’irrinunciabile e minimo regno temporale.

Non c’è storia per l’uomo, ma utopia feroce.

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