Numero e parola – Angelo Rendo

I merli, le gazze e i colombacci – che furtivi s’avventano sulla pastura sparsa dal vento che spazza le aiuole vicine –  preso il boccone e spiccato il volo, la coda dell’occhio coglie. E per macchine, appena giunte alla colonnina, li scambia. Una coda sfinita mi induce ad alzarmi e, dopo l’abbaglio, a rimettermi subito a sedere.

Così parlò un matematico, che sempre seppe d’essere poeta dentro il cuore suo, la buona volta in cui tutto ciò che si è convinti di aver capito non vide mai più.

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