Risate – Angelo Rendo

Un vento sottile e gelido di tramontana stamane. Mi copro col cappuccio del piumino: un orsetto, né più né meno. Esco dal gabbiotto in cemento armato, e la giovane cliente scoppia a ridere. Che farci? E quella continua a ridere, ora a crepapelle. Boh? Arriva un’altra macchina. Un ragazzo saluta prima lei, poi me, e ride. Ridono. Parlo e non sentono. Ripartono.

Rientro. E alla mise aggiungo gli occhiali da sole a specchio. Dopo dieci minuti si ferma un professionista, piange sconsolato. Allora, mi tolgo gli occhiali, gli asciugo, forzando la sua ritrosia, le lagrime, mi tolgo il piumino, lo invito a inforcare i miei occhiali, lo aiuto a infilare le maniche del piumino, gli alzo il cappuccio e glielo premo ben bene in testa.

E mi piego dalle risate senza consolazione.

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