Il vasaio – Angelo Rendo

Apparve un vecchietto assai curvo. Aveva un basco calcato forte in testa e poco degli occhi si vedeva; un bastone a reggerlo, mentre al cielo teneva issata una pistola erogatrice. Riflesso sul vetro della porta che inquadrava l’altra parte.

*

E quindi dicevamo si spingevano, sgomitavano e rendevano infermi chi le toccava o sfiorava anche solo con la punta della lingua.

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Cadde una foglia e tutti (persino gli assenti) presero a rincorrerla. Era una foglia di ficus americana, carnosa, sensuosa, ancheggiante. Quel nero tornito da vasai d’oltretomba.

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Iniziò a contare e non la smise più. Spense ogni minima volontà di parola sua o che da altri veniva.

*

Quando una forza è slegata da qualsivoglia contrappeso, rimane crudamente celibe.

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Si serrano le bocche, scrollare di spalle, boh, non so, nulla è successo, non c’è nessuno qui.

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