La morte del libro – Angelo Rendo

I resti (o i testi) vanno confusi alla fine, mentre flottano sulle cime degli alberi. Ma prima? Non già che non siano stati  o non siano resti, lo sono, e quanto più è vero, tanto più tornano ogni giorno, concentrati, densi, fessi ai margini, in ambagi e pieni di vita.

Ma a pensarci dopo, ad aprirli dopo, a farne mescola incapace di fiottare al cielo è l’interesse agonistico verso la durata, verso la forma di inizio e fine.

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