Appunti dal buon senso senza senso (72) – Angelo Rendo

In fondo, lì, in basso, vedi? Non vedrai nulla. Passa sotto le nostre teste e sopra i nostri piedi; per quelle rosse tubazioni che il vento nemmeno tocca un nauseabondo fetore di morto. Topo.

Che bel prato! E quella legna accatastata e morsa dai cavalli, e i topi che sfrecciano al suono di Vivaldi! Dove vanno, in quale camposanto segano la loro vita? E i tarli, i tarli del Monsieur, la ribalta delle cose false, quando l’entrata diviene augurale e le porte spariscono. Diciamo così al governo, e diciamo così al giudice: “E’ ora di finirla di fare parola ai letterati nullafacenti e smangiucchiati e manierati di come si sta al tavolo della legge!” “E che minchia e minchia, dolcezza, Signore, è morto un topo, o forse più, che minchia! Se gira che gira, al massimo sconterete un distinto pezzo di pane al mercato, là, vede, vicino alla saia. Ora vede.”

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