Claudio Cinti per Francesco Lauretta

[Dal 6 dicembre al 14 febbraio 2014 Francesco Lauretta è alla GAM di Palermo con la personale dal titolo “Esercizi di equilibrio”. Per l’occasione pubblico in tre puntate i testi in catalogo di Claudio Cinti, Luigi Grazioli e Angelo Rendo. A. R. ]

Madreperla
Madreperla

Il mondo potrebbe ben accontentarsi di essere in bianco e nero

Il mondo potrebbe ben accontentarsi di essere in bianco e nero. Come nelle pellicole del Neorealismo italiano. Come nei sogni di ciascuno di noi. E detto fra noi che osserviamo le opere di Francesco Lauretta, io penso che non vi sia nozione più equivoca, in arte, del cosiddetto “realismo”, con o senza suffissi (neo-, sur-, iper-, e chi più ne ha più né metta, anzi, ne tolga), con o senza aggettivazioni. Io penso che tra sfera del mondo e sfera dell’arte, come tra quest’ultima e dimensione del sogno, non vi siano rapporti così sostanziali da giustificare sbandamenti dimensionali o interferenze reciproche tra le sfere. Di più: penso che se sbandamenti e interferenze si verificano, non siamo già più nella sfera dell’arte, ma in quella del mondo, la cui realtà è tanto vasta da comprendere anche il sogno. E dirò anche (visto che siamo tra noi, a osservare l’arte di Lauretta), che mai il poeta forse più grande di tutti mentì tanto spudoratamente quando affermò (fece affermare a un suo personaggio) che “vi sono in cielo e in terra più cose…”. Più cose di quante ne possa sognare “la filosofia”, forse. Ma Shakespeare intendeva dire “l’arte”. Il poeta, l’artista, fingono sempre. Fingono persino contro se stessi. L’artista, il poeta, possono essere brutti, sporchi, cattivi e perfino bugiardi nella sfera comune a noi tutti (che osserviamo le opere di Lauretta), ovvero la dimensione del mondo, quella che comprende realtà e sogno, ma non lo saranno mai entro la sfera che è loro propria, che appartiene soltanto a loro e che noi dobbiamo accontentarci di sognare, o di denominare attraverso equivoche nozioni di scuola. Il mondo è brutto, sporco, cattivo. Le sue bugie possono ben accontentarsi di essere tradotte in un realistico bianco e nero. L’arte è l’unica finzione di purezza che ci consente di giudicarlo senza esserne sporcati. L’arte (anche quella in bianco e nero) è quella sfera di colore entro cui il mondo riesce a dissolversi.

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