Appunti dal buon senso senza senso (59) – Angelo Rendo

Delle tante parole svagate che l’altro – il lettore – potrebbe dire o di queste altre che stanno fra loro strette quando fa freddo, converrebbe sceglierne una, la cui dimensione sconosciuta darebbe modo di distinguere fra pena e certezza della colpa, se ne valesse la pena. E qualora si uscisse fuori, come del resto si fa, andrebbe a disdoro del primo venuto chiedere se l’azione opportuna abbia a dividere gli elementi in tre cola che indugiano su tre diverse piattaforme. La prima contenente un numero passato per forte pelatura, l’altra starnazzante una più alta fidelizzazione opzionata dal passo lungo soggiacente alle formulazioni più alte dell’assolutamente sciolto, la terza che lesta lesta la smetta e vada a letto ché è tardi.

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