Appunti dal buon senso senza senso (57) – Angelo Rendo

Dal triangolo col vertice verso il basso poggiante su una base

al contenitore largo chiuso e tagliato da raggi curvi la furia

 

raccontare finisce.

La volontà notomizzante, lei lei sì, che sputa sull’eclisse del senso, è la principale artefice della rivalsa della critica: le sue uova depositate furtivamente in petto alla mosca gigante.

Potrei incentivare quella volontà, la cui diottria regge appena l’orizzonte??

La mancanza di arte sta nella stasi, la rivolta si lega alle forze centripete, che trapanano anello dopo anello la terra, gravi. L’arte sta, battendosi la minchia a quattro dita, sguardo a fuoco all’orizzonte.

Certo fermarsi passo dopo passo e guardarsi attorno, mentre lo zelo in qualsivoglia modo declinato gioca sempre per vincere.

In seconda battuta la colpa è dell’ignorante e della morte, due uomini, il primo anziano, il secondo un vecchio giudice. Il primo si pregia di accompagnare la seconda, la morte, facendo strada, meno amara rende la passeggiata all’ignorante, che ha il solo compito di guidare verso la vita.

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